Itinerario di viaggio in Indonesia

In questo articolo (bello lungo e completo, come piace a me!) troverai l’itinerario del nostro viaggio in Indonesia, con una descrizione su cosa aspettarsi e cosa vedere in ogni tappa. L’Indonesia è un paese variegato, con una grandissima diversità di popoli, culture, piante, animali e paesaggi. Ogni isola è un piccolo mondo a sé, e le isole sono 17.000!

Quello scelto da noi è un itinerario molto classico che tocca le isole di Java, Bali e Gili. Questo viaggio, anche se impegnativo, è accessibile anche ai bambini: mio figlio aveva 8 anni all’epoca del nostro viaggio (agosto 2023); per fare tutte le attività e escursioni citate qui, il mio consiglio è un’età minima di 7 anni (poi come sempre è tutto molto soggettivo).

Jakarta, Indonesia

Il nostro itinerario in Indonesia di 16 giorni:

  • Jakarta – Isola di Java, arrivo in tarda serata con il volo internazionale, personalmente ho apprezzato questa tappa (2 notti) anche se molti la saltano completamente
  • Yogyakarta – Isola di Java (1 notte)
  • Borobudur – Isola di Java (1 notte in prossimità del tempio per visitarlo di primo mattino il giorno dopo)
  • Tawangmangu – Isola di Java (1 notte)
  • Vulcano Bromo – Isola di Java – zona di Putus (1 notte)
  • Bondowoso – Isola di Java – da qui si può visitare il vulcano Kawah Ijen (2 notti)
  • Pemuteran – Isola di Bali (1 notte)
  • Ubud – Isola di Bali (3 notti)
  • Gili Trawangan – Isole Gili (3 notti)
  • Kuta – Bali (1 notte)
  • Denpasar e volo per Jakarta e rientro.

NB: a questo itinerario di 16 notti nel nostro caso si sono aggiunti 3gg di voli aerei (totale = 19 giorni di viaggio).

Di seguito una breve descrizione tappa per tappa.

Cosa vedere in Indonesia: Jakarta

Jakarta è una città piena di contrasti molto forti. Da un lato ci sono i grattacieli moderni, dall’altro i canali verde marcio puzzolenti a causa del grande inquinamento cittadino. Nonostante questo, la città, che sarà capitale dell’Indonesia ancora per poco (si sta già lavorando per costruire una nuova capitale nel Kalimantan, il Borneo Indonesiano), merita a mio parere la visita. A Jakarta sperimenterete un’ottima sintesi dei problemi che affliggono il resto del paese, parlo soprattutto dello smaltimento dei rifiuti, dell’inquinamento, dello sfruttamento delle risorse naturali e del suolo.

Da vedere in un giorno:

  • Merdeka Square, la grande piazza che celebra l’indipendenza dell’Indonesia. In questo vasto parco si trova l’enorme obelisco sormontato da una fiamma dorata;
  • Masjd Istiqlal, Moschea dell’Indipendenza, la moschea più grande del Sud-Est Asiatico, visitabile anche al suo interno accompagnati da una guida;
  • Vihara Dharma Bhakti, tempio buddista tradizionale del 1700, piccolo ma suggestivo;
  • Glodok e il Petak Sembilan Market, un giro nel cuore della Chinatown di Jakarta;
  • Sunda Kelapa, il vecchio porto cittadino e una delle parti più antiche della città (qui le acque marine sono inquinatissime).
Merdeka Square, Jakarta, Indonesia

In città ci sono anche molti interessanti musei che noi purtroppo non abbiamo visitato per mancanza di tempo ma che potete includere se avete più giorni o in caso di pioggia. Io avrei scelto Museum Macan (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Nusantara) e il Museum Layang-Layang, il Museo Indonesiano degli Aquiloni che potrebbe piacere ai più piccoli.

Cosa Vedere in Indonesia: Yogyakarta e dintorni

Da Jakarta il modo più rapido per raggiungere Yogyakarta e proseguire il viaggio verso il centro dell’isola di Java è un volo aereo che dura circa 1 ora. Noi abbiamo volato con la Batik Air ed è stata un’esperienza agghiacciante, sia per il ritardo del volo, sia per l’aereo da cui, dopo quasi 1 ora al suo interno senza aria condizionata, ci hanno fatto prima scendere e poi risalire. Confesso di essere risalita su quell’aereo con un enorme bagaglio di ansia che mi ha accompagnato finché non abbiamo toccato nuovamente il suolo. In alternativa al volo aereo, se avete tempo, c’è anche l’opzione del treno che percorre la stessa distanza in circa 8 ore.


Yogyakarta è la capitale culturale e artistica di Java e ancora oggi conserva fieramente la sua indipendenza ed è governata da un sultano che vive nel kraton, il palazzo fortificato.

Cosa vedere a Yogyakarta:

  • Jl Malioboro: la via principale della città, niente di memorabile da visitare ma ottimo punto di partenza per orientarsi
  • Sultan Palace: il kraton, una serie di padiglioni alcuni dei quali visitabili; vi consiglio di prendere una delle guide del palazzo per farvi raccontare qualcosa di più sul sultano e sulle usanze di famiglia (il sultano abita ancora oggi in un’area del palazzo). Bellissimo il padiglione dei ricevimenti. Compreso nel biglietto d’ingresso ci sono anche gli spettacoli tradizionali (musica, marionette wayan-kulit, danze tradizionali, etc) che si svolgono nel padiglione interno al palazzo: informatevi sugli orari e sui diversi spettacoli a seconda del giorno della settimana. Noi abbiamo assistito a una parte dello spettacolo wayan-kulit, quello delle marionette tradizionali indonesiane. Molto bello osservare gli strumenti musicali tradizionali. Lo spettacolo era molto lungo, quindi ne abbiamo guardato solo una parte.
  • Tamansari Water Castle: palazzo costruito a metà del ‘700 per sollazzare il sultano e la sua corte con stanze segrete, giardini e piscine. Leggenda vuole che il sultano fece giustiziare l’architetto che progettò il palazzo perché non rivelasse dove si trovavano le sue stanze di piacere (e da qui proviamo a immaginare di quali pruriginosi piaceri si trattasse). Oggi del palazzo, a seguito di guerre e terremoti, restano solo rovine, ma si intende benissimo l’idea di grandeur e bellezza che il luogo doveva avere in origine.
Tamansari Water Castle, Yogyakarta
  • Pasar Beringharjo: è il mercato principale di Yogya, un tipico mercato tradizionale indonesiano.
  • Candi Prambanan: un meraviglioso complesso di templi visitabile in giornata da Yogyakarta. L’area è molto vasta, noi abbiamo avuto poco tempo, il mio consiglio è di prevedere come minimo mezza giornata per la visita. Si tratta di una delle più importanti testimonianze della cultura hindu a Java e uno dei luoghi di interesse storico più importanti di tutto il SEA. I templi sono stati costruiti tra il VIII e il X sec. D.C., il tempio di Shiva è considerato il più straordinario edificio di tradizione hindu dell’Indonesia.
Candi Prambanan

Cosa Vedere in Indonesia: Borobudur

Lasciata Yogyakarta dopo la visita a Prambanan ci siamo spostati in un hotel più vicino al tempio di Borobudur, così da visitarlo nelle prime ore del mattino del giorno dopo. Borobudur è paragonabile per importanza ad Angkor Wat in Cambogia e Bagan in Myanmar, si tratta di un enorme tempio di tradizione buddhista circondato da risaie, vegetazione tropicale e coni vulcanici all’orizzonte. Per chi ha più giorni da investire, consiglio un soggiorno di almeno 2 giorni nella zona, scegliendo di alloggiare in una delle guesthouse dei villaggi circostanti.

La visita al sito viene organizzata per fasce orarie al momento di acquisto del biglietto, temevo una gran folla invece tutto si svolge in modo molto ordinato in gruppi accompagnati da una guida che spiegherà la storia e le diverse parti del tempio. Prima di entrare a tutti è richiesto di togliere le scarpe e indossare delle ciabattine di paglia che poi diventeranno un ingombrante souvenir da stipare in valigia. Non voglio dilungarmi troppo nella descrizione perché le immagini del tempio sono abbastanza famose, personalmente posso dire che è difficile restarne delusi. Il tempio è enorme e sorge su una base quadrata e l’ascesa ai vari livelli simboleggia la crescita spirituale. La struttura del tempio rappresenta la visione buddhista del cosmo.

Borobudur

Dopo la visita al tempio, lungo la strada verso Tawangmangu visitiamo ancora:

  • Candi Pawon: un piccolo tempio dello stesso periodo di Borobudur
  • Pawon Luwak Coffee: a pochi metri dal tempio Candi Pawon, un negozio che propone l’assaggio del Luwak Coffee, il famigerato caffè ricavato dai chicchi mangiati e semidigeriti dagli zibetti. Esatto, i chicchi vengono recuperati dalla cacca degli animali. Personalmente lo considero un trappolone turistico, ma valutate di visitarlo per accarezzare il musetto degli zibetti del negozio.
  • Candi Cetho: forse una delle visite più suggestive di Java. Siamo arrivati qui al tramonto, con il minibus che faceva fatica ad arrampicarsi sulla salita. Il tempio era già chiuso (l’orario di chiusura è 17:30) ma il custode ci ha fatto entrare lo stesso, era quindi tutto per noi. L’immagine del sole che tramonta in mezzo all’infilata di candi bentar, le tradizionali porte dei templi indonesiani, resta per me una delle più suggestive di tutto il viaggio.

Cosa vedere in Indonesia: Madakaripura Falls

Dopo la visita a Candi Cetho ripartiamo alla volta di Tawanmangu. Da qui ripartiamo ancora prestissimo, alle 5:45 del giorno dopo, perché abbiamo ancora tanta strada davanti (Java è IMMENSA!). Arriviamo al parcheggio delle Madakaripura Falls alle 14:30. Qui lasciate tutti i vostri averi (borse, valigie, portafogli, passaporti, cellulari) in macchina o sul bus al parcheggio e con degli scooter verrete accompagnati all’ingresso del parco delle cascate (mio figlio ha adorato andare in tre sul motorino!). Il motivo per cui bisogna lasciare tutti gli oggetti di valore in macchina è che si attraversa letteralmente la cascata passandoci sotto, l’unica alternativa è una borsa impermeabile tipo quelle subacquee. Noi abbiamo portato solo la macchina fotografica subacquea e la giacca anti pioggia per cercare di limitare un minimo la doccia della cascata. Consiglio scarpette da scoglio o sandali di gomma tipo Teva. Per la visita è necessario indossare i caschi protettivi. Ci sono alcuni punti del sentiero stretti e scivolosi, ma le guide aiutano tutti dove c’è bisogno. Per me è stata un’esperienza bellissima, lo scenario del laghetto circondato dalla cascata coperta di vegetazione è surreale.

Lasciate le cascate, ci spostiamo verso la base del vulcano Bromo, il giorno dopo ci aspetta la scalata all’alba.

Visita al Gunung Bromo

Si parte in jeep dall’hotel alle 2:30 e arrivati alla partenza si sale al buio, prima per un sentiero ben segnato a gradoni e poi per un sentiero poco segnato in mezzo alla vegetazione. E’ essenziale avere con voi delle torce. Il punto migliore da cui osservare l’alba è chiamato King Kong Hill, noi siamo arrivati un po’ prima delle 5:00, quando era ancora buio. Lo spettacolo delle prime luci del giorno che illuminano l’enorme cratere del Tender è qualcosa che non dimenticherete facilmente. Una volta scesi, si torna sulle jeep e si procede all’interno della spianata del cratere per scalare il cono attivo del Gunung Bromo.
Tornati in hotel dopo la visita al vulcano si fa in genere colazione e poi si prosegue: ci aspettavano 5 ore per raggiungere Bondowoso.

l’alba su Gunung Bromo

Cosa vedere in Indonesia: Kenun Blawan Area

Giornata di decompressione tra la visita al Bromo e la visita al vulcano Kawah Ijen. La giornata doveva essere dedicata alla piantagione di caffè di Blawan che però troviamo chiusa (?). Ripieghiamo con una passeggiata nel villaggio con gli abitanti che ci guardano incuriositi dalle finestre e i bambini che ci inseguono un po’ timidi. Arriviamo alle Blawan Waterfall, perché in Indonesia dove meno te lo aspetti ti spunta davanti una cascata. Chiudiamo la giornata con un po’ di riposo in hotel (meritatissimo).

Cosa vedere in Indonesia: visita al Kawah Ijen

Ed eccoci di nuovo svegli alle alle 2:30 per andare verso l’inizio del sentiero che sale al Cratere Verde del Kawah Ijen. Iniziamo a salire alle 4:00, ci vogliono circa 2 ore di cammino in salita per arrivare alla cima. Dopo il Bromo, chissà perché, mi ero fatta l’idea che difficilmente un secondo vulcano mi avrebbe stupito. Invece lo spettacolo del lago verde ammantato dal fumo è meraviglioso. Scriverò un articolo dedicato a questa tappa, intanto altre informazioni sulla mini guida al viaggio in Indonesia.
Per le 9:00 siamo di nuovo in hotel, facciamo colazione e partiamo verso il porto dove ci imbarcheremo sul traghetto che in 45 minuti ci porterà a Bali.

Kawah Ijen, Java

Cosa vedere a Bali: Pemuteran e Menjangan Island (Isola dei Cervi)

Tra Java e Bali si sposta l’orologio di 1 ora in avanti, arriviamo a Pemuteran, nel nord-ovest dell’isola, nel pomeriggio.

Il motivo per il quale fermarsi una notte a Pemuteran è fare snorkeling e visitare Menjangan Island, l’isola dei cervi. Ci godiamo un pomeriggio di relax a Pemuteran (la spiaggia non è niente di che e soprattutto è piena dell’onnipresente spazzatura) e ci prepariamo per la gita in barca del giorno dopo. Purtroppo la mattina al risveglio un ospite indesiderato è venuto a farci visita: un virus gastrointestinale che colpisce per primo O. Decidiamo comunque di fare l’escursione in barca e ne vale la pena perché c’è poca gente (contrariamente al disastro umano e ecologico che troveremo alle Isole Gili) e i fondali e la barriera corallina intorno all’isola sono meravigliosi. Abbiamo anche la fortuna di avvistare una tartaruga marina, restando rispettosamente a debita distanza.

Ripartiamo da Pemuteran verso l’ora di pranzo, anche altri compagni di viaggio sono colpiti dal virus: il famoso “Bali Belly” ci ha accolti subito al nostro arrivo sull’isola. Io sto ancora bene ma presto sarò colpita anche io, è questione di ore. Lasciamo Pemuteran per spostarci verso Ubud e il centro di Bali, facciamo una sosta lungo la strada al Lago Bratan per visitare il tempio Ulun Manu Bratan, dedicato alla dea dell’acqua. Qui abbiamo il nostro primo approccio con un tempio balinese che è un po’ confuso per via del fatto che nella stessa area del tempio sorgono anche una specie di parco giochi, enormi ristoranti, l’effetto è un po’ parco giochi. L’immagine del tempio sul lago Bratan è una delle vedute iconiche balinesi, tanto che compare anche nella banconota da 50.000Rp.

Ulun Manu Bratan, Bali

Cosa vedere a Bali: Ubud e dintorni

Arriviamo a Ubud a ora di cena. Ubud si presenta ai miei occhi come molto lontana dal paradiso di pace e spiritualità che molti immaginano. Le luci dei ristoranti si susseguono una appresso all’altra, insieme a negozi per turisti occidentali. Quella sera inizio a stare male anche io e mentre mio figlio ne esce brillantemente in 24h (per fortuna!) io da ora in avanti testerò tutte le toilette lungo la strada e il virus intestinale mi accompagnerà fino in Italia. La mattina dopo ci aspetta un tour de force di templi balinesi, in più sotto la pioggia!

I giorni a Bali sono stati troppo pochi e troppo densi, troppo convulsi. Forse un giorno ritornerò in quest’isola per approfondirla meglio, come merita. Ad ogni modo, ecco le visite che abbiamo fatto con base a Ubud, considerate che il traffico qui è piuttosto intenso, quindi gli spostamenti richiedono tempo.

  • Pura Besakih: il tempio più sacro e più importante di Bali. Sorge su uno dei lati del Monte Agung, il vulcano sacro dell’isola. Si tratta di un complesso di oltre 23 templi costruiti su più livelli. L’importanza di questo luogo risale alla preistoria, e il fatto che sia stato risparmiato da alcune devastanti eruzioni vulcaniche è per i balinesi la conferma della sua sacralità. Ai turisti non è consentito entrare nei cortili più interni dei tempi, quelli dove sorgono i meru, le tipiche “torrette” caratteristiche dell’induismo balinese.
Pura Besakih, Bali
  • Pura Tirta Empul: il tempio dell’acqua sacra. Reso famoso da Instagram per l’opportunità di farsi fotografare mentre ci si bagna nelle sorgenti sacre secondo il rituale religioso. Il tempio è costituito da varie vasche di acqua sorgiva con getti per le abluzioni. La quantità di turisti che sfruttano il luogo per photo opportunity è abbastanza inquietante, l’acqua oltre a essere gelida pare sia anche inquinata, non ho verificato personalmente, ma vi sarà chiaro dai miei commenti che noi non abbiamo fatto il bagno.
  • Gunung Kawi Temple: noto come “la valle dei re balinesi”, si tratta di un tempio e complesso funerario dedicato a re e regine del passato. Per lo scenario circostante spettacolare sarebbe potuto diventare uno dei miei posti preferiti, peccato che diluviava e non ce lo siamo goduti moltissimo.

A Ubud non ho nessun ristorante da consigliare perché la mia cena si è ridotta a riso in bianco per i motivi che potete immaginare.
Nel nostro secondo giorno a Ubud abbiamo visitato:

  • Mokey Forest: divertente soprattutto per i bambini. Questa è la casa di circa 600 dispettosi macachi balinesi. Rispettate le regole di buon costume che vi daranno all’ingresso, togliete qualsiasi oggetto in vista sia dalle tasche che dagli zaini e ne uscirete indenni :)
  • Risaie Jatiluwih: uno dei posti più spettacolari e iconici di Bali, ma ecco, si è sparsa la voce. Non sarete soli e si paga il biglietto per la visita. Il sito è Patrimonio UNESCO anche se recentemente l’UNESCO stessa ha minacciato di revocare il riconoscimento a causa del potente sfruttamento del territorio da parte delle agenzie turistiche (ho letto anche di escursioni in quad tra le risaie). La cosa migliore da fare è camminare nei sentieri tra meravigliose terrazze di risaie e palmeti. Certo, sarebbe tutto più bello se non ci fossero gli enormi pullman dei gruppi turistici e quelli che fanno la fila per i selfie sulle terrazze. Già che ormai siete in ballo, vi consiglio una sosta per uno spuntino vista risaie al The Rustic Bali.
Risaie Jatiluwih, Bali
  • Tempio Tanah Lot: altro tempio iconico balinese in cima a una scogliera tra le onde dell’oceano. Insieme al fiume di turisti abbiamo avuto la fortuna durante la visita di assistere a una cerimonia religiosa con musica e danze tradizionali e con i fedeli che si recavano al tempio con i caratteristici cestini di offerte, molto bello. La musica tradizionale balinese che somiglia a un carillon è ipnotica e le donne che danzano in cerchio tutte vestite di bianco sono elegantissime.
Tempio Tanah Lot, Bali

Trasferimento da Bali a Gili Trawangan

Lasciamo Ubud per recarci al molo di Padang Bai da cui partono i motoscafi per Lombok e le isole Gili. La compagnia che prendiamo noi si chiama New Ganggari Fast Boat e non ho alcun buon motivo per consigliarvela. Al porto c’è molta confusione, un sacco di turisti occidentali assortiti affollano il piccolo molo e attendono la chiamata per la loro barca. Attendiamo a lungo, la nostra partenza ha un ritardo di 45 minuti, intanto l’occhio non può non cadere sulla spazzatura abbandonata sulla spiaggia tra le imbarcazioni dei pescatori.
La traversata dura 1 ora e mezza, il mare è calmo, il motoscafo è pienissimo e non c’è aria condizionata, all’interno non si respira. Chi si siede all’interno è destinato a soffrire il mal di mare, in alternativa si può stare all’esterno, cioè letteralmente sopra il ponte del motoscafo.

I bagagli vengono consegnati al personale della barca al momento dell’imbarco e lanciati da un boccaporto all’interno della stiva. La nostra destinazione è Gili Trawangan l’isola più caotica e per me meno bella delle tre. Alla partenza e all’arrivo alle Gili è chiesta una tassa portuale di soggiorno di 10.000Rp. Al porto di Gili T il caos è anche peggio che alla partenza e la ri-consegna dei bagagli un vero delirio, ma contro ogni aspettativa riusciamo a riconoscere e recuperare i nostri. Sull’isola non ci sono macchine, i mezzi per spostarsi sono le biciclette o i carretti con i cavalli, per noi l’unico modo possibile per raggiungere l’hotel dall’altra parte dell’isola (Aston Resort).

Visitare le Isole Gili

Non avendo trovato posto per tutte le 3 notti all’Aston Resort, il secondo giorno ci siamo spostati al Gili Kama Villa, un piccolo hotel tutto nuovo e curato, nel villaggio interno di Gili T. Il primo giorno, quello del nostro arrivo, lo dedichiamo al relax, godendoci un bellissimo tramonto sulla spiaggia di fronte all’hotel, giusto prima che arrivi un temporale.

La mattina del secondo giorno partiamo in barca per l’escursione intorno alle altre due isole, Gili Meno e Gili Air. Alla fine però scendiamo a terra per pranzo a Gili Meno e ci godiamo la bella spiaggia e la piscina del Resort Bank Gili Meno. Il personale del nostro barchino finge di lasciarci liberi e non ci richiama all’ordine, col risultato che per mancanza di tempo non siamo mai arrivati a Gili Air come inizialmente pianificato. Lo snorkeling alle isole Gili, quel poco che abbiamo fatto, per me è stato un’esperienza terribile. Decine di turisti vengono scaricati negli stessi punti a dare fastidio alle povere tartarughe, metto qui una foto per darvi un’idea della folla!


Se a questo punto foste stanchi del cibo indonesiano da Francesco’s Pizza a Gili Trawangan fanno un’ottima pizza.

La mattina del terzo giorno alle Gili siamo di nuovo in ballo per riprendere il fast boat che ci riporta a Bali. Stessa bolgia dell’andata, ma se possibile il motoscafo è ancora più carico. Viaggiamo sopra, all’aperto, questa volta il mare è mosso e ci arrivano addosso gli schizzi delle onde, siamo completamente bagnati ma meglio che stare a soffrire sotto coperta. Il viaggio di ritorno dura di più, 2 ore e mezza, perché si fa sosta a Gili Air e Lombok dove salgono altri passeggeri. Arrivati finalmente a Padang Bai, baciamo la terra e proseguiamo verso Kuta, l’ultima tappa e ultima notte del nostro viaggio in Indonesia.

Cosa vedere a Bali: Kuta

Facciamo un breve giro a Kuta, ceniamo in un ristorante sulla spiaggia discreto, Boardwalk Restaurant, io sempre riso in bianco e lime. La mattina dopo abbiamo ancora qualche ora per gli ultimi giri e acquisti, arriviamo fino alla spiaggia, io e O. ci fermiamo a guardare i surfisti. Alle 13:00 ci dirigiamo verso la l’aeroporto di Denpasar che dista circa 20 minuti da Kuta. L’aeroporto, a sorpresa, ha alcuni negozietti interessanti che almeno vendono qualcosa di diverso dai soliti souvenir tutti uguali dei mercatini balinesi, spendiamo le ultime Rupie Indonesiane e ci imbarchiamo per il volo AirAsia che ci riporterà a Jakarta e da lì, verso l’Italia via Pechino.

Cosa cambierei di questo itinerario?

L’itinerario è stato molto serrato, se non fossi stata in gruppo ma da sola con mio figlio non credo sarei riuscita a rispettare tutti i tempi e le alzatacce, sono sincera. Allo stesso tempo, però, da sola mi sarei goduta molto di più i posti. Forse avrei visto qualche tempio balinese in meno, ma mi sarei guardata più intorno come sono abituata a fare di solito. Sicuramente Bali avrebbe meritato una visita più lunga. Non avrei mai scelto di alloggiare a Gili Trawangan, ma avrei preferito Gili Air. Se tornassi in Indonesia non credo tornerei alle isole Gili.
Fatte queste dovute premesse l’itinerario funziona benissimo e permette in 16 giorni di visitare una parte molto bella dell’Indonesia. Lo so che volete sapere quale è stato il mio posto preferito! Ve lo dico subito: l’isola di Java, in particolare le scalate ai vulcani e il meraviglioso Candi Cetho, visitato al tramonto con calma e senza ressa. Lo dico con timore, perché in realtà spero che Candi Cetho continui a essere snobbato dal turismo di massa e conservi la sua bellezza di luogo solitario.


Se stai organizzando il tuo viaggio in Indonesia e vuoi maggiori consigli e informazioni, qui trovi tutti gli articoli dedicati a questa destinazione.

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