Jaipur è la porta di accesso allo stato più famoso dell’India, il Rajasthan, che deve il suo nome ai Rajput, i guerrieri che sostenevano di discendere direttamente dal sole, dalla luna e dal fuoco e che governarono la regione per oltre un millennio. I Rajput, di origine induista, furono spodestati dall’invasione dell’impero islamico e dal dominio dei Moghul, provenienti dalle terre dell’Asia Centrale. In seguito, tra guerre e suicidi di massa, al declino dell’impero Moghul, i Rajput seppero sfruttare la protezione degli inglesi e ricostruire stati monarchici indipendenti. I maharaja conservarono titoli e proprietà anche dopo l’indipendenza fino agli anni ’70 quando anche il Rajasthan rientrò sotto il governo centrale.
Jaipur è anche una delle città dove atterrare e entrare direttamente con il visto elettronico (per le info sull’ingresso in India, qui). Ma a me piace fare le cose diversamente e così il mio tour in Rajasthan è iniziato a Udaipur, dove sono arrivata con un volo interno da New Delhi dove ho avuto il tempo per farmi timbrare il visto d’ingresso.
Sono quindi arrivata a Jaipur in treno da Udaipur, perché in qualsiasi viaggio in India che si rispetti non può mancare un trasferimento in treno. Lo sferragliare dei treni indiani si conferma come qualcosa di estremamente rilassante e conciliante. Osservare l’India che scorre dal finestrino e il paesaggio delle campagne e delle persone in movimento sempre e comunque è qualcosa che fa parte dell’esperienza in sé di questo meraviglioso paese. Per questo trasferimento viaggiavo su una comoda poltrona in un vagone con aria condizionata, si chiama Chair Class, purtroppo l’AC Tier Sleeper, quella con le caratteristiche panche dove sonnecchiare in posizione orizzontale non era più disponibile. Peccato.


Nelle strade di Jaipur è abbastanza usuale, tra macchine, motociclette, autobus e tuk-tuk, incrociare anche cammelli o elefanti intenti a scavalcare guard rail (true story), mentre le mucche masticano sacchetti di spazzatura ai lati della strada. In mezzo a tutto questo caos disarmante, emerge la “pink city”, il cuore di Jaipur. La città vecchia o città rosa è contenuta tra ampi viali che suddividono la città in zone rettangolari, secondo un preciso piano urbanistico settecentesco. Il colore rosa si deve al maharaja Ram Singh che nel 1876 fece dipingere la città vecchia del colore dell’ospitalità per accogliere il principe di Galles (il futuro re Edoardo VII) e ancora oggi i residenti sono obbligati a mantenere questa tradizione.
Gli imperdibili di Jaipur
Sul podio abbiamo il City Palace, un maestoso complesso di palazzi, cortili e giardini al centro della città vecchia. Con un unico biglietto di ingresso si possono visitare anche il Royal Gaitor (i cenotafi delle maharani, le mogli dei maharaja) e il Jaigarh Fort, entrambi questi siti si trovano fuori città e conviene programmare un tour dedicato per vedere tutto (per le visite fuori città ci sarà un altro articolo).
Solo una parte del City Palace è visitabile, non perdete il cortile Sarvatobhadra con al centro il portico rosa e bianco che era la sala delle udienze private e il Pitam Niwas Chowk su cui si affacciano quattro porte bellissime che rappresentano le 4 stagioni, tra queste l’iconica Peacock Gate in onore all’autunno. Una parte del palazzo è ancora oggi abitata dai discendenti reali, se scegliete la formula con visita guidata “Royal Grandeur” potete avere accesso anche ad alcuni ambienti interni.


Il nome “Jaipur” viene dal suo fondatore Jai Singh II al quale si deve anche deve la simmetria del suo piano urbanistico. Sua è anche quella che secondo me è l’opera più incredibile della città, il Jantar Matar. Si trova accanto al City palace ed è un vero e proprio osservatorio astronomico. Costruito nel 1728 con l’obiettivo di misurare i cieli, a me è apparso come una collezione di enormi giocattoli, il parco giochi di Jai Singh. Ammetto di essermi aggirata tra gli strumenti abbastanza confusa sul loro utilizzo, ma l’idea che resta è quella di qualcosa di grandioso (il sito è Patrimonio UNESCO). Nel biglietto del Jantar Matar è compresa anche la visita ad Amber Fort (fuori città) e Hawa Mahal.


Simbolo indiscusso della città, l’Hawa Mahal sembra un enorme palazzo di terracotta la cui sfumatura rosa cambia a seconda di come i raggi del sole lo colpiscono durante le diverse ore del giorno. Il palazzo fu costruito nel 1799 per dare modo alle donne dello Zenana (la parte del palazzo riservata alle donne) di assistere alle processioni e osservare la vita cittadina dalle piccole finestrelle verdi della sua facciata senza essere viste a loro volta. Dalla cima del palazzo c’è una bellissima vista sulla pink city, consiglio quindi assolutamente di visitarlo anche dall’interno. Il nome “Palazzo dei Venti” deriva dal fatto che la sua struttura a nido d’ape favoriva il passaggio delle correnti d’aria, creando un effetto di aria condizionata ante litteram.




A parte le visite imperdibili qui sopra, la cosa migliore da fare a Jaipur è perdersi tra le vie e i vicoli della città vecchia. Qui è un susseguirsi di bazar, divisi per “aree tematiche”. Siete nella patria dello shopping indiano, approfittatene!
Dove mangiare a Jaipur
- Laxmi Misthan Bhandar, meglio noto come LMB è un ristorante vegetariano della città vecchia con decenni di onorata attività alle spalle. Si accede dalla caotica Johari Bazar. Potete sia mangiare al ristorante sia buttarvi completamente sui dolci e lo streetfood vegetariano rigorosamente fritto. Io ho adorato i loro jalebi!


- Lassiwalla, il posto migliore per gustare un ottimo lassi cremoso solo in due versioni, dolce e salato, servito nei caratteristici bicchieri in argilla. Diffidate dalle imitazioni che lo circondano! Quello giusto lo riconoscete dall’insegna “Shop 312”. Si trova in MI Rd, noi ci siamo fatti portare da un taxi.


- Bar Palladio, decisamente di livello raffinato, lo considero personalmente l’unico bar al mondo interamente del mio colore preferito! Andateci la sera per un aperitivo, consiglio i tavoli nel giardino sotto ai baldacchini, ma non mancate di fare un bel giro nei bellissimi spazi interni.



- Anokhi Caffè, 2nd Floor KK Square,C-11 Prithviraj Road, il posto ideale per un centrifugato o un pasto fresco e veloce prima di fare shopping all’omonimo negozio di vestiti e tessuti per la casa! Vedi sotto!
Shopping a Jaipur
Oltre a perdervi tra i bazar e i mercati che regalano sempre moltissimo, soprattutto a Jaipur, nessuna visita in India dovrebbe essere completa senza un salto da FabIndia e un giro dentro da Anokhi (2nd Floor KK Square,
C-11 Prithviraj Road). Qui troverete abiti e tessuti per la casa in cotone, di tutti i colori e fantasie, realizzati con la tecnica tradizionale del block print.
Ho amato moltissimo Jaipur, è una città ricca di siti e luoghi storici ma con un lato contemporaneo e moderno molto interessante. Se potete, non mancate di fare un giro in metropolitana, una fermata da cui partire o dove arrivare è Badi Chaupar, il caotico incrocio nel cuore della pink city!
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