Baby in viaggio: il nostro primo safari, Kenya

Il nostro primo safari. Il primo, perché vorrei che fosse il primo di una lunga serie. Era la parte del nostro viaggio in Kenya che mi preoccupava di più, sia per la lunga distanza che avremmo percorso in macchina, sia per la qualità della strada. Invece è andato tutto benissimo e chi ha gradito più di tutti è stato proprio lui, l’incorruttibile piccolo viaggiatore :).

Cos’è esattamente un Safari?

La parola deriva dalla lingua swahili e significa letteralmente “viaggiare”. Nel linguaggio comune indica di fatto una spedizione in Africa equatoriale o tropicale con lo scopo di visitare gli animali nel loro habitat naturale. Oggi è possibile organizzare safari con praticamente qualsiasi livello di comfort, dal campo tendato al super lodge di lusso, sorseggiando champagne alla luce del tramonto sulla savana. I safari possono essere organizzati sia all’interno dei parchi nazionali che in game park privati. Nei parchi nazionali si può anche decidere di acquistare il biglietto di ingresso e percorrere il parco con un veicolo proprio, ma il  pernottamento è ovviamente permesso solo nelle aree riservate che sono protette da recinti elettrificati, questo per tutelare sia animali che, immagino, umani. Ogni paese africano, e probabilmente ogni Parco, ha le proprie regole, quindi se decidete per il self drive, sarà bene consultare regolamenti e costi, oltre che pianificare bene l’itinerario. Il vantaggio di visitare il parco accompagnati da un driver locale potrebbe essere quello di avere maggiori chance di avvistamento, visto che le guide conoscono molto bene il territorio. Detto ciò, l’avvistamento rimane un tema di pura e semplice fortuna!

GNAM! amabile cocco dello Tsavo East

 

Il Kenya e la vicina Tanzania sono due delle mete africane più famose per l’organizzazione di safari: il cratere del Ngorongoro, il Serengeti e il Masai Mara sono sicuramente le aree più note perché è qui che si verificano le grandi migrazioni degli erbivori: e dove ci sono gli erbivori c’è il cibo e dove c’è il cibo ci sono i leoni. Considerato che questo era la nostra prima avventura africana, abbiamo deciso di non complicare troppo gli spostamenti e abbiamo scelto di visitare il Parco Nazionale dello Tsavo, raggiungibile in macchina da Watamu.

Il Parco Nazionale dello Tsavo

Il Parco Nazionale dello Tsavo è diviso per esigenze organizzative in 2 parti: Tsavo Est e Tsavo Ovest e con oltre 21 mila km2 è il parco più esteso del Paese. Nella zona sud il parco si unisce al Parco Nazionale Mkomazi in territorio della Tanzania e questi due parchi insieme formano uno degli ecosistemi protetti più vasti del pianeta. La nostra visita si è svolta nella parte est del parco – Tsavo East – prevalentemente pianeggiante rispetto alla zona ovest, ma più ricca di animali. Lo Tsavo Est è inoltre attraversato dal fiume Galana che con le sue curve crea scorci di rara bellezza.

Abbiamo scelto di trascorrere nel parco 24h, passando il cancello d’ingresso nel primo pomeriggio, in modo tale da avere a disposizione anche tutta la mattina del giorno dopo. La prima mattina di viaggio è servita per il viaggio da Watamu fino all’ingresso del parco. Prima di entrare ci siamo fermati a pranzo in un ristorante lungo il fiume poco fuori dal parco: già qui è possibile avvistare diversi animali, tra cui famelici coccodrilli proprio sotto la terrazza del ristorante, ippopotami al bagno, elefanti e antilopi.

Gli animali

La visita e l’avvistamento sono entusiasmanti! Personalmente non un’attività in cui sono eccellente, vista la mia proverbiale miopia che mi fa scambiare qualsiasi cespuglio in lontananza per la schiena di un elefante. Fortunatamente condividevamo il nostro pullmino 4×4 con altri 3 passeggeri (questo consente di contenere i costi del safari) dotati di binocolo e occhio infallibile che gareggiavano insieme alla guida per l’avvistamento. Tra tutti gli animali avvistati, prima di arrivare al pezzo forte (felini e giraffe) vorrei fare un’ode alle zebre: se ne vedono tantissime, ma ho trovato il loro modo di disporsi elegantissimo e estremamente estetico e armonioso. Ecco una carrellata di zebre: non sono favolose?!

Ma veniamo al dunque: i felini!

Siamo stati molto fortunati, perché lungo la strada verso il lodge, quando la giornata volgeva ormai al termine, abbiamo avuto la fortuna di avvistare a pochi metri da noi un gruppo di cuccioli e leonesse che si riposavano alla luce del tramonto. Oltre ai leoni, abbiamo avuto la fortuna sfacciata di avvistare anche un ghepardo; un’apparizione fugace che ci ha dato il tempo di scattare solo due velocissime foto.

L’animale sicuramente più presente durante il nostro safari è stato l’elefante: ne abbiamo avvistati moltissimi sia nel primo pomeriggio nel parco che la mattina successiva.

Tsavo East, Kenya

 

Al termine della nostra prima giornata nella savana eravamo tutti abbastanza elettrizzati, oltre che coperti di polvere e terra rossastra. Nota per chi usa occhiali o lenti a contatto: se scegliete gli occhiali, sappiate che si copriranno quasi subito di uno strato di polvere; se invece usate le lenti, sappiate che avrete gli occhi rossi e molto secchi a fine giornata. Il sole è sparito dietro l’erba secca e gli alberi di acacia, con un rosso spettacolare.

Siamo entrati nel lodge sfruttando il nostro tempo di luce nel parco fino all’ultimo secondo. Il Sentrim Lodge dove abbiamo cenato e dormito ha la bella particolarità di una pozza d’acqua illuminata e visibile dall’area ristorante: si può mangiare con davanti lo scenario degli animali che si avvicinano ad abbeverarsi, una scena abbastanza surreale. La mattina successiva si parte poco prima dell’alba, per sfruttare al massimo le prime ore fresche della giornata. Avevo un desiderio enorme di vedere le giraffe che il giorno prima non eravamo riusciti a vedere con soddisfazione. E sono stata accontentata.

Oltre alle bellissime giraffe (che stranamente sono state l’unico animale a spaventare Orlando, forse per la loro dimensione) anche il secondo giorno ci ha riservato altre sorprese con ancora più elefanti, babbuini, sciacalli, struzzi, facoceri e un giovane leone in lontananza.

Organizzare un safari con i bambini: per noi è un sì!

A conclusione di questo articolo vorrei dire che nostro figlio ha un ricordo bellissimo di questo viaggio e che vedere questi gli animali nel loro habitat naturale è stata un’esperienza unica. Viverla con lui l’ha resa ancora più speciale ed è stata una prima volta per tutti noi. Aggiungo che non abbiamo mai avuto alcuna sensazione di pericolo, che non siamo stati “aggrediti” da nessun insetto velenoso o pericoloso (cioè, se escludiamo le inopportune e enormi cavallette volanti che si lanciavano dentro il pulmino!!!) e che è stata semplicemente una bellissima avventura. La parte più impegnativa è sicuramente la strada da Watamu al Parco che non è ancora completata e ha lunghi tratti sterrati pieni di pietre e buche che prese alla massima velocità non sono piacevolissime. Escluso questo dettaglio, se lo sognate da tempo insieme ai vostri figli, questo è il momento di organizzare un safari!


Il safari è un’esperienza imperdibile, emozionante per grandi e piccoli. Se visitate il Kenya non perdetela!

Altri articoli sul viaggio in Kenya: qui.

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