Sul viaggio: la vera verità sui bambini in viaggio

Oggi apro un argomento generico ma che mi sta ENORMEMENTE a cuore, e sul quale sicuramente dovrò tornare in futuro, e cioè com’è e come non è portare un bambino in giro per il mondo per un mese intero. Inizio da questo tema perché questi giorni su Facebook ho letto una lunga polemica proprio rispetto al tema dei bimbi in viaggio. Leggere questa animata discussione sui bambini e le famiglie in viaggio mi ha fatto molto pensare. Perché in realtà le tesi di questi “haters delle famiglie in viaggio” sono tutti dei dejà vu. Sono frasi che chi viaggia con i bambini prima o poi si sente dire, magari con più educazione, ma prima o poi arrivano. Sono frasi che, detto tra noi, anche io in quell’altra vita che c’era prima di essere genitore ho anche pensato o bisbigliato a bassa voce.

Allora ho deciso di affrontare uno per uno i luoghi comuni del viaggiare con i bambini, con il mio personale punto di vista.

canadamaine_theescapediaries-com271
Acadia Park, Maine, USA

I luoghi comuni sul viaggiare con i bambini

Viaggiare in famiglia è troppo costoso. Variante: “Beata te che puoi permettertelo!

Il primo punti inappellabile è che: viaggiare è un privilegio, e non solo per i costi ma anche per il lusso di avere tempo libero da dedicare al viaggio.
Viaggiare costa. A volte costa tanto. Viaggiare in famiglia costa di più. Si può intervenire smussando i costi principali di alberghi e voli aerei, ma in generale con l’allargarsi della famiglia il costo dei viaggi e delle vacanze aumenta, è inevitabile. Come aumentano tutti gli altri costi della famiglia, è la dura e amara verità. Ma questo non vuol dire che l’arrivo di un figlio impedisca di viaggiare in senso assoluto.  E’ sempre un fatto di priorità e di budget. C’è chi viaggia in tenda, chi va dall’altra parte del mondo, chi rimane nella sua regione, c’è chi viaggia per 5 giorni in alberghi da mille e una notte e chi con lo stesso budget viaggia per 50 giorni pernottando in pensioni e ostelli. Le variabili sono moltissime, e chi viaggia con i bambini non necessariamente è un miliardario.

Nel tentativo di contenere i costi, restano solo due strade: evitare i momenti di alta stagione (e quando i bambini iniziano la scuola diventa più complesso per i viaggi che richiedono più giorni) e cercare di pianificare per tempo, anche se questa regola sta perdendo via via di rilevanza rispetto al passato. In ogni caso, se si vuole risparmiare qualcosa viaggiando in famiglia è meglio prenotare i voli con anticipo (anche perché magari quei voli low cost con partenza alle 4 del mattino e 2000 scali li evitiamo, no?), informarsi prima su internet sul costo della vita nella destinazione che vi interessa, pianificare un itinerario con una stima dei costi giornalieri. E già qui il livello di sbattimento potrebbe farvi desistere. Tenete duro.

Oh wow una campana da suonare 10, 100, 1000 volte! – Lunenburg, Nova Scotia, Canada

Non è giusto sballottare troppo i bambini per un bisogno dei genitori. Variante: “siete dei genitori egoisti!

Poveri bambini 9 ore chiusi in un volo intercontinentale. Poveri bambini tutti gli anni in vacanza nello stesso posto. Poveri bambini ad agosto a Milano. Poveri bambini perché i genitori lavorano. Poveri bambini perché ostaggio della mamma che non lavora. Poveri bambini nei passeggini. Poveri bambini nella fasce portabebé. Etc…etc…

Il discorso del poveri bambini si estende a tutti gli aspetti della vita e rientra un po’ nell’immenso e inesauribile filone del “c’è sempre qualcuno che ha un’idea migliore di te su come debbano crescere i TUOI figli”. Fare i genitori è un mestiere difficilissimo ed è tutto un sottile equilibrio tra il benessere dei genitori e il meglio per la progenie. Dovremmo partire dal presupposto che ogni genitore cerca di fare il meglio per far star bene suo figlio – e se stesso.

Per quanto mi riguarda, finché dovrò prendere io decisioni per mio figlio – dalla scuola da frequentare, a cosa mangiare a cena, a come trascorrere le vacanze – O. farà quello che io e suo padre decidiamo per lui perché riteniamo che sia il meglio che possiamo offrirgli. Quando vorrà farlo, sarà libero di esprimere le sue opinioni e discuterle con noi, ma saremo comunque noi a tirare le somme e prendere le decisioni importanti. Perché questo fa parte, a mio parere, dell’essere genitori. E questo riguarda anche il viaggiare: quando avrà l’età per farlo potrà anche decidere che viaggiare gli fa schifo. Ne prenderemo atto e faremo in modo di venirgli incontro.

Ma sono quasi sicura che staremo seduti a tavola insieme a parlare di dove ci piacerebbe andare la prossima volta. Poi un giorno partirà da solo e sarà bellissimo guardarlo andare per la sua strada.

canadamaine_theescapediaries-com280
sorelle in viaggio, Cadillac Mountain, Acadia Park, USA

Viaggiare con i bambini è troppo faticoso e non ne vale la pena. Variante: “Adesso che diventerai madre te li scorderai tutti quei viaggi dall’altra parte del mondo!”

Quante volte mi sono sentita dire questa frase quando ero incinta! E quanto mi faceva arrabbiare!

Il punto è che è un tipo di viaggio completamente diverso. Con tempi diversi, itinerari diversi, destinazioni diverse. L’ho scritto qui parlando di come si stava evolvendo il mio modo di scegliere e organizzare i viaggio e se non fosse stato per l’esigenza di organizzare un viaggio bambino friendly non sarei forse mai stata alle Isole Canarie, perdendomi un pezzetto di mondo bellissimo. Certo, andando alle Canarie non sono stata in Kamtchatka, ma questo vale per tutto: non possiamo mai essere in due posti contemporaneamente e il posto che scegliamo di visitare è, molto probabilmente, quello giusto per noi in quel momento. E chissà, magari un giorno visiterò anche la Kamtchatka.

La domanda vera è: avrei rinunciato ad avere un figlio per fare tutti i viaggi più avventurosi del mondo? Assolutamente NO. Ma queste sono scelte personali. Non avrei niente da obiettare ad una persona che scegliesse il contrario.  Trovo invece molto sgradevole che qualcuno metta in discussione con toni volgari e superficiali che viaggiare con i bambini, sebbene diverso, possa anche essere bellissimo. Voglio sbilanciarmi: viaggiare con i bambini è bellissimo, ecco, questo è il mio punto di vista.

Certo, potete scordarvi tramonti silenziosi e romantici sorseggiando un calice di vino. Potete scordarvi di guardare dieci film di fila in aereo. Potete scordarvi di saltare i pasti per non perdere nemmeno un minuto della giornata. E un sacco di altre cose che, soprattutto con un bimbo molto piccolo, diventano praticamente impossibili. Voglio anche essere sincera fino in fondo: viaggiare con i figli è molto faticoso. Ma la verità è che l’essenza del viaggio, qualunque essa sia per voi, quella non cambia: visitare posti nuovi, esplorare, scoprire, stupirsi, staccare la spina della quotidianità, vedere il mondo. E il vostro bimbo vi saprà sempre dare uno spunto in più: vi indicherà sicuramente qualcosa che vi è sfuggito. E per me che ho viaggiato tanto questa è una novità immensa: significa guardare il mondo con occhi nuovi. E scusate se è poco.

canadamaine_theescapediaries-com199
Grand Falls, Canada

I bambini in viaggio disturbano. Variante: “Ma perché non ve ne state a casa?!”

E qui parte il famigerato aneddoto del bambino che ha urlato per tutto il viaggio aereo. E chi non ha avuto come vicino di poltroncina un bambino urlante alzi la mano. Ma invece, mi chiedo, il passeggero seduto dietro di voi che si toglie le scarpe avvelenando l’aria dell’aereo e incastrando il suo piede puzzolente tra i sedili è capitato solo a me? E quello che russa sonoramente? E quello che ha le cuffie per la musica ma canta a voce alta? E quello che lascia il bagno sporc? E quello che in treno parla al telefono per 4 ore consecutive a voce alta così quando siete arrivati sapete tutto della sua stirpe fino al quinto grado di parentela?  E quello che scoreggia? La cosa bella è che tutti questi sono adulti, non bambini. Se penso a tutti i viaggi fatti, mi è capitato di incontrare decisamente più adulti fastidiosi che bambini rumorosi.

Quando provi a fare questi esempi la risposta di solito chiama in causa genitori degeneri che non intervengono o non riescono a calmare il pupo impazzito. “Eh no ma ti giuro questo bambino era isterico e i genitori niente, non facevano niente!” A volte è vero, magari i genitori potrebbero prodigarsi maggiormente. A volte – giuro – ci provano con scarsi risultati e sicuramente moltissimo imbarazzo e frustrazione perché le urla e il pianto di un figlio, è scientificamente provato, un genitore li percepisce il doppio più forti di quanto siano in realtà. è solo per dire che a volte i bambini sono semplicemente bambini.

Un adulto maleducato non lo giustifico, un bambino che urla lo posso anche tollerare.

Il punto cruciale è questo: l’aereo o il treno sono situazioni di promiscuità forzata, 200 persone o più costrette in un minuscolo spazio vitale, a volte per tante ore. E’ il disagio che dobbiamo sopportare per raggiungere un posto che ci interessa, almeno fino a che non inventeranno il teletrasporto. Ecco, secondo me se non si è disposti a tollerare con un po’ di pazienza questa promiscuità forzata allora mi chiedo come si possa apprezzare un viaggio. Un viaggio è sempre un atto di adattamento e di tolleranza, in un certo senso. Se non si è capaci di sopportare qualche piccolo disag per qualche ora allora forse è meglio stare a casa.

Quindi la risposta è: ma stare a casa tu, no?!?

———–

Un bambino educato a viaggiare fin da piccolo sarà presto un viaggiatore – e un adulto – rispettoso. Imparerà il piacere dell’attesa, la gioia della scoperta e anche il valore di tornare a casa e riscoprire i suoi luoghi più familiari. Se siete viaggiatori incalliti e state per diventare genitori non fatevi spaventare da chi cerca di farvi terrorismo psicologico: continuerete a viaggiare anche con il vostro bambino e sarà bellissimo. (Anche faticoso, ok, ma questo è un dettaglio).

2 pensieri riguardo “Sul viaggio: la vera verità sui bambini in viaggio

Lascia un commento