Dettagli: esplosione di verde al Parc National du Mont-Mégantic, Québec, Canada

Immaginate di lasciare l’Italia a fine luglio…no, anzi. Immaginate di lasciare una Milano incandescente e appiccicosa a fine luglio, con i vostri fidati zaini di sempre pronti per una nuova avventura oltreoceano. E immaginate questa volta di portarvi dietro anche un pupo di poco meno di due anni (22 mesi, per l’esattezza) con tutta l’eccitazione del caso e anche qualche pensiero in più: sopravviveremo al viaggio in aereo? Troveremo qualcosa da fargli fare a Francoforte durante lo scalo che sia legalmente e moralmente accettabile? Riusciremo, una volta arrivati, a non collassare dal sonno – almeno noi grandi – e a guidare due ore per raggiungere la nostra prima destinazione?

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E’ vero, sono domande banali. Domande che un viaggiatore ormai avvezzo agli spostamenti non dovrebbe più nemmeno porsi. Ma viaggiare con un bimbo ci ha fatto retrocedere nella nostra scala di viaggiatori esperti, perché si tratta di un’esperienza del tutto nuova e diversa, e improvvisamente ti senti di nuovo impreparato e pieno di domande anche per le cose più banali che oramai eri abituato a svolgere in modalità automatica.

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Eravamo in particolare preoccupati che la scelta di non fermarci subito a Montreal al nostro arrivo fosse un po’ azzardata, ma volevamo tenerci la visita alla città per dopo e buttarci subito nella proverbiale e famosa verdura canadese. Volevamo una sorta di buen retiro dove far pascolare il piccoletto e ritemprarci delle fatiche del viaggio.

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canadamaine_theescapediaries-com262Come vi ho già raccontato parlando del nostro itinerario, avevamo solo due settimane e volevamo dedicare la maggior parte del nostro soggiorno ad esplorare la Nova Scotia. Uno sguardo veloce su Google Maps ci ha fatto capire che la strada più breve da Montreal verso la NS era quella che attraversava il Maine (USA) per poi rientrare in Canada dal confine occidentale. Volevo trovare un punto di sosta che fosse anche rilassante tra Montreal e il passaggio di confine in Maine. Ed eccolo qui, signore e signori: il Parco Nazionale del Monte Mégantic.

E così ce l’abbiamo fatta: appena atterrati a Montreal verso le 12:00, con un Orlando euforico dal viaggio, siamo andati subito a prendere possesso della nostra Golf e siamo partiti verso Notre Dame-des-bois, il piccolo paesello alle porte del parco.

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E abbiamo trovato tutto il verde che ci aspettavamo e speravamo.

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Abbiamo dedicato al parco una giornata intera, il giorno dopo il nostro arrivo. Il parco si divide in due settori: il settore dell’Osservatorio e il settore di Franceville. Su consiglio del proprietario del nostro bed&breakfast ci siamo recati all’ingresso del settore di Franceville che a quanto pare ha dei percorsi panoramici più belli (non abbiamo visitato l’altro settore, quindi non saprei farvi una comparativa personale).

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Abbiamo iniziato il percorso dal Visitors Centre (dove potrete pagare il biglietto – 8,50$ per gli adulti – e prendere una mappa del parco e dei trekking) e abbiamo fatto un pezzo della Promenade du Ruisseau per poi salire fino al Repos du Dragon (595m) sul sentiero Cimes-de-Franceville. E’ una passeggiata molto bella, una parte della quale lungo un torrente: tutte le foto che vedete in questo post sono state scattate lungo questa passeggiata. E’ tutto quello che mi aspettavo da un parco del Québec.

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Un parco silenzioso, frequentato da trekkers e famiglie, amato dai québecois e poco se non pochissimo conosciuto all’estero, perché fuori dalle normali rotte turistiche di questo stato del Canada. E’ il posto ideale dove immergersi nella natura; avendo avuto più tempo ci saremmo fermati qualche giorno in più molto volentieri per provare altri sentieri e semplicemente godere di questo verde meraviglioso, fresco e piacevolissimo.

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Arrivati al Riposo del Dragone (Repos du Dragon) ci siamo fermati per un pic-nic, visto che oramai si era fatta l’ora di pranzo. Abbiamo mangiato contemplando un tappeto di verde e alberi a perdita d’occhio. Con l’attrezzatura giusta, immagino che questo panorama regali anche in inverno grandi sorprese.

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Ma oltre al verde c’è di più!

Il Parco è infatti noto per essere una riserva di stelle. Cosa vuol dire? Vuol dire che è un punto speciale per l’osservazione del cielo stellato! Questo perché il parco si trova lontano da grossi centri abitati e in più l’inquinamento luminoso dei centri limitrofi è stato limitato grazie ad un bellissimo progetto di risparmio luminoso…Non voglio svelarvi troppo per non rovinarvi la sorpresa! Potrete scoprire da voi tutti i dettagli partecipando ad una delle serate organizzare presso l’Osservatorio Astronomico (Observatoire Populaire du Mont-Mégantic). Durante queste serate gli astronomi spiegano in una sala cinema alcuni segreti delle stelle e la storia dell’Osservatorio. Inoltre, se il cielo non è coperto, sarà possibile osservare stelle e pianeti dai telescopi disponibili per i visitatori. E’ una serata piacevole, indicata soprattutto per gli adulti e per i bambini sopra i 4 anni. Il nostro, troppo piccolo secondo me per apprezzare a pieno la serata, si è fortunatamente addormentato in macchina mentre salivamo all’Osservatorio: sinceramente è stata una fortuna perché non credo avrebbe retto fermo e in silenzio per tutta la durata dell’incontro! Le sere all’Osservatorio sono fredde anche in estate: portate vestiti caldi perché la parte di osservazione al telescopio si svolge all’aperto.


Sito web del parco con tutte le informazioni: https://www.sepaq.com/pq/mme/index.dot

Altri articoli sul viaggio in Canada&Maine, qui.

 

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2 thoughts on “Dettagli: esplosione di verde al Parc National du Mont-Mégantic, Québec, Canada

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