On tour: i miei posti preferiti di Sydney, Australia

Mi sono presentata puntuale all’appuntamento davanti alla porta di quella che sarebbe stata la mia casa a Sydney, ma il proprietario non si vedeva. Il tassista perplesso ha scaricato la mia enorme valigia sul marciapiede di una via deserta e in salita, una piccola e insignificante traversa della enorme e rumorosa Parramatta Road, più o meno all’altezza di Leichhardt. Mi guarda con un po’ di pena: io, sola, la mia enorme valigia, un portone chiuso in mezzo a due vetrine oscurate, nessuno in vista. Non ricordo se abbiamo avuto, io e il tassista, un qualche scambio, sta di fatto che lo ricordo stare lì finché qualcuno non è venuto ad aprire. Anche perché se non sbaglio stavamo praticamente per buttare giù la porta a furia di bussare.

Il qualcuno che è arrivato era un ragazzo dai tratti sudamericani, Edward, mi ha aperto sbadigliando e un po’ sconvolto. Gli ho spiegato che ero lì per vedere la mia stanza e che avevo un appuntamento con il proprietario, tale Terry, che successivamente scoprirò essere un personaggio ampiamente sui generis. Il tassista è andato via, forse non proprio convinto di avermi lasciato in ottime mani. Il mio futuro coinquilino mi fa fatto accomodare e mi ha aiutato a trascinare su per delle strettissime scale l’immensa valigia. Ed eccomi qui, al centro di un salone enorme con un divano verde petrolio orrendo e un tavolo ovale da nonna. Il mio nuovo amico è molto gentile e accogliente, mi fa fare un giro per la casa e mi spiega che il proprietario è un po’ suonato e sicuramente si sarà dimenticato. Ci pensa lui a chiamarlo.

Mentre aspettiamo il proprietario di casa chiacchieriamo – anche se il mio inglese a quel punto della storia fa ancora abbastanza schifo –  e una serie di personaggi inizia a transitare in pigiama per il grande salone. Si presentano man mano che compaiono, sono tutti studenti come me, ce ne fosse uno che parli la stessa lingua…

…Eravamo in 11 in quella casa, forse in qualche momento siamo stati anche di più. Era un posto stupendo, con dello sporco depositato da secoli di vite studentesche stratificate e enormi scarrafoni che arrivavano in volo dalle grandi finestre sempre aperte e andavano a servirsi nel bidone della spazzatura della cucina che era sempre troppo pieno. Il bagno dei ragazzi era una specie di esplosione surreale di odori e sporcizia, ma la mia camera era bella e grande e soprattutto pulita dalla sottoscritta da cima a fondo. Uno dei primi acquisti che ho fatto al supermercato è stato un insetticida dal nome evocativo tipo Sterminator che io spruzzavo con puntualità maniacale lungo i bordi della finestra e intorno alla porta. Voi non avete idea delle dimensioni di quegli scarrafoni alati.

In quella casa ci si incrociava poco, alcuni stavano praticamente sempre rintanati nelle loro stanze a studiare o a farsi gli affari loro, ma la maggior parte non vedeva l’ora di scambiare due parole. E quando capitava di trovarsi a tavola insieme era un bel divertimento. Si professavano religioni diverse, si parlavano lingue diverse, si mangiava cibo diverso, si ascoltava musica diversa, si veniva da posti che in comune non avevano niente. Eppure si stava benissimo, ci si dava fastidio il minimo sindacale che prevede una convivenza e ci si divertiva invece parecchio.

Le mie giornate nelle prime settimane a Sydney erano piene di scoperte. La mattina andavo in università – a circa 30 minuti a piedi da casa – per il corso di inglese, dopo pranzo partivo in spedizione per visitare qualche posto che ancora non avevo visto. A volte mi aggregavo alla proposta di qualcuno, altre volte andavo in giro da sola, altre volte era qualcuno ad aggregarsi alle mie passeggiate.

Ci sono posti dove sono stata una volta sola, altri dove sono tornata più e più volte. Questo è un elenco dei miei posti del cuore di Sydney, quelli dove mi sono trovata a passare più volte al giorno, o quelli dove sono stata una volta sola ma sono rimasti nella mia memoria per sempre.

  1. Royal Botanic Gardens
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Royal Botanic Gardens, Sydney

A due passi dal Circular Quay e dall’Opera House, sono bellissimi giardini da cui guardare il mare e i palazzi della city. Sono venuta qui più volte a passeggiare, e in più si fanno incontri con bestie molto interessanti. Ma anche con umani vestiti a cerimonia e intenti a celebrare matrimoni mentre accanto qualcuno sgranocchia patatine e fa un pin-nic.

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Matrimonio ai Royal Botanic Gardens
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Strani uccelli
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Royal Botanic Gardens, Sydney
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Royal Botanic Gardens, Sydney.

Dai Royal Botanic Gardens si ha anche la possibilità di avere questa vista qui su Harbour Bridge & Opera House:

Barbour Bridge & Opera House visti dai Royal Botanic Gardens

2. Bondi Beach

Come non inserirla in questo elenco?? Bondi Beach è la quintessenza dell’australianità, anche se Sydney offre a mio parere spiagge ben più belle. Oltre alla spiaggia, tutta la zona è molto bella e vivace, un posto dove assaporare decisamente la joie de vivre nella versione australiana del termine.

Bondi Beach, Sydney

3. George Street

Queen Victoria Building, George St., Sydney

Quante volte avrò percorso George St. a piedi e in autobus?!? Un numero di volte incalcolabile. Qui iniziavano le mie passeggiate e qui prendevo l’autobus che mi riportava a casa, nella mia insignificante traversa in salita di Parramatta Road. Quello nella foto è il Queen Victoria Building che oggi ospita boutique di lusso ed è uno degli edifici storici della città, costruito a fine dell’800: esatto, in Australia il concetto di edificio storico va un po’ rivisto. Davanti ad uno degli ingressi c’è una fontana con un “cane parlante” che la prima volta che sono passata di lì a momenti mi faceva morire di paura. George St. attraversa anche il  quartiere finanziario e commerciale di Sydney, la city.

George St., Sydney

4. Paddington

Detto Paddo dai locals, questo suburb ospita ancora alcune delle tipiche case vittoriane dei primi del secolo scorso. Oxford St., l’arteria commerciale che lo attraversa, è stata costruita seguendo un precedente sentiero aborigeno, utilizzato dalla tribù indigena che abitava originariamente questa terra. La maggior parte degli aborigeni che risiedevano dove oggi sorge Sydney furono stroncati dall’epidemia di vaiolo del 1789, scoppiata solo un anno dopo l’arrivo della First Fleet, la spedizione di 11 navi inglesi che lasciarono l’Inghilterra con l’obiettivo di fondare una colonia penale in Australia. Si dibatte ancora se addirittura il vaiolo sia stato introdotto in Australia di proposito per decimare le popolazioni autoctone e spianare la strada all’invasore (inglese). Speculazioni storiche a parte, questo quartiere ha un suo fascino e da quartiere della middle class, negli ultimi decenni ha subito una vera  e propria gentrificazione. Una buona occasione per passeggiare tra queste casette colorate è il mercato che si tiene ogni sabato mattina di fronte alla Paddington Uniting Church su Oxford St.

Casette di Paddington, Sydney
Paddington, Sydney
Frangipani a Paddington, Sydney

5. Darling Harbour

Non l’ho mai amata particolarmente, in realtà. Eppure molte delle nostre uscite serali finivano in uno dei bar di Darlin Harbour. Immagino sia una specie di cliché degli stranieri e pur essendone consapevole, non riuscivo a sottrarmi agli appuntamenti che chiudevano qui le giornate. Altri luoghi che frequentavamo alla sera: Bondi Beach, Surry Hills e Darlinghurst. Che io l’abbia amata o meno, Darlin Harbour rimane uno dei posti che hanno fatto parte della mia vita a Sydney.

Darling Harbour, Sydney

6. Manly Beach

Manly fa parte delle spiagge settentrionali di Sydney e arrivarci da dove vivevo io era un viaggio vero e proprio, motivo per cui ci sono andata una sola volta. Per arrivarci dal centro città si prende il ferry dal Circular Quay e si scende direttamente al Manly Wharf, da lì si arriva a piedi alla spiaggia con una breve passeggiata. Il mio consiglio è quello di arrivare fino a Shelly Beach, la piccola spiaggetta sulla destra dalle acque tanto tranquille e turchesi da sembrare quasi il Mediterraneo. Quasi. Beh, meduse a parte, ovvio.

Manly Beach, Sydney
Dal ferry verso Manly Beach, Sydney
Shelly Beach, Sydney
Manly Beach, Sydney
Shelly Beach, Sydney

Da Shelly Beach si può salire su un piccolo promontorio che permette una veduta della costa nord di Sydney.

North Beaches, Sydney
North Beaches, Sydney (il signore con la maglietta rossa non voleva saperne di uscire dalla mia foto, eh?!)

Uno dei buoni motivi per andare fino a Manly è quello di prendere il ferry del ritorno all’ora del tramonto: la vista sulla skyline di Sydney è meravigliosa!

tramonto su Sydney

7. Balmain

Questo è uno dei posti dove sono venuta da sola, mappa degli autobus alla mano e scarpe comode per le lunghe camminate, come sempre a Sydney. Una delle mie ossessioni – oltre al Harbour Bridge e all’Opera House – era la Sydney Harbour, così sinuosa e piena di piccoli fiordi da offrire sempre scorci nuovi e interessanti. E allora ho deciso di venire a visitare questo suburb residenziale, che come ogni sobborgo di Sydney è un piccolo mondo a sé. Il quartiere ammetto che non offre nessun interesse particolare, se non spiare la vita australiana lontano dalle zone più frequentate dai turisti. Ho visto qui delle meravigliose casette affacciate sulla baia: mi piace sognare che se mai mi trasferirò a Sydney, andrò a vivere qui a Balmain (mi chiedo se anche qui i bacarozzi volanti allietino le cene in terrazza degli inquilini così come succedeva a casa nostra).

case di Balmain, Sydney
Bamain, Sydney
Balmain, Sydney
Balmain, Sydney
Gatto di Balmain, Sydney

8. Tramonto a La Perouse

Per come è messa Sydney, il suburb di La Perouse e precisamente la punta di Bare Island, è uno dei posti dove guardare il sole che tramonta sul mare. Ci sono venuta una volta sola, ma in macchina: se state al centro di Sydney questo posto non è sicuramente facile da raggiungere a piedi o con i mezzi. C’è solo da star lì sugli scogli ad ammirare le onde colorate di rosso al tramonto. Ed evitare di essere portati via dalla risacca, naturalmente.

La Perouse, Sydney
I colori del tramonto a La Perouse, Sydney
La Perouse, Sydney

9. Fish Market

Non è di sicuro un posto fancy, ma è facilmente raggiungibile e in più potrete consumare del freschissimo fish&chips! Oltre che curiosare tra i banchi del pesce per scrutare qualche bestia strana oceanica. Altamente consigliato per un pranzo vista mare.

Pescherecci al fish market di Sydney

10. Watsons Bay

Questo è senza dubbio il mio posto del cuore, il posto dove stavo sempre bene, da sola e in compagnia. Ogni città credo abbia un posto che si sposa perfettamente con il nostro modo di essere, un posto che ha tutto quello che ci piace e di cui abbiamo bisogno per stare bene. Io a Sydney sono stata bene ovunque, è davvero una città che ho amato in ogni suo aspetto e ho amato ogni giorno che ho trascorso lì, come un vero regalo. Ma Watsons Bay rimane il mio posto segreto preferito, il mio buen retiro: venivo qui a leggere e prendere il sole e a guardare la skyline della city in lontananza. E per questo me lo tengo per un articolo dedicato: un posto speciale merita uno spazio speciale, no?

Watsons Bay, Sydney <3

Sono atterrata a Sydney il 16 febbraio del 2006 con in tasca la prenotazione per una stanza in un appartamento per studenti stranieri e un corso di lingua inglese alla University of Sydney. Sono rimasta in questa città per due mesi, girandola più che mai e godendomi il clima mite della fine dell’estate australe. Ancora oggi è una delle città che ho amato di più al mondo e spero di tornarci presto.

Altro sull’Australia: qui.

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