Sul viaggio: non tutti i posti ci entusiasmano, tipo Dubai ad esempio

Il fatto di viaggiare sempre al risparmio comporta il rischio di prendere voli con lunghi stop-over buttati in qualche aeroporto . Per alcuni una seccatura, per altri un’opportunità. Per me un lungo scalo è solo una cosa: l’opportunità di dare un’occhiata in un posto nuovo. Ed è con questo spirito che ho affrontato lo scalo di un’intera giornata a Dubai mentre viaggiavo verso la Thailandia. Ero davvero curiosa di farmi un’idea di questa città, nonostante l’eccitazione per la Thailandia che stavo per raggiungere mi abbia in qualche modo impedito di prepararmi per sfruttare al meglio questo scalo, un errore che oggi non ripeterei mai.
Avevo letto poco su Dubai, non ho comprato nemmeno la guida pensando che con poche ore a disposizione avremmo semplicemente cercato l’ufficio di informazioni turistiche, chiesto una cartina e qualche consiglio e valutato sul posto cosa fare.
E invece, soprattutto quando si ha poco tempo, val la pena organizzarsi per bene e se si decide di mettere il naso fuori dall’aeroporto e affrontare tutta la trafila del controllo passaporti in uscita  e  nuovamente in ingresso, tanto vale sfruttare con cognizione di causa il poco tempo.
Ma dicevo, non è quello che abbiamo fatto. E ancora oggi mi chiedo se l’idea che mi sono fatta di Dubai oggi sarebbe diversa se avessi organizzato la mia visita con più attenzione; forse sì, forse no. Di sicuro ho sottovalutato la complessità di questa destinazione: forse documentandomi meglio e organizzando meglio la mia breve visita avrei capito di più di questo posto, anche se sono quasi sicura che sarei arrivata alle medesime conclusioni.
Dubai
Dubai
E dunque, eccoci a Dubai all’alba di sabato 27 marzo, un po’ rinco per le poche ore di sonno e ci siamo trascinate a fare colazione in un aeroporto semi deserto. Come previsto, abbiamo cercato un ufficio informazioni per capire cosa fare della nostra giornata, ma l’accoglienza non è stata calorosa come ci aspettavamo. Un personaggio particolarmente svogliato si è limitato a consegnarci una cartina IN ARABO perché quelle nelle altre lingue erano tutte terminate.
Abbiamo studiato una cartina incomprensibile riuscendo ad individuare il treno metropolitano che collega l’aeroporto alla città. Facile.
Lo prendiamo e scopriamo, come prima cosa, che la maggior parte delle fermate segnate non sono ancora aperte perché in via di costruzione e quelle aperte conducono inesorabilmente a shopping mall.
Prendiamo questa metropolitana ultramoderna e attraversiamo una città che è tutta un cantiere, ovunque grattacieli e palazzoni in costruzione, alcuni sembrano in stato di abbandono. Alcuni sembrano finiti ma appaiono vuoti, spogli, inutili. Mai l’espressione “cattedrale nel deserto” è stata più calzante che in questo caso.
La prima fermata dove scendiamo è un enorme shopping mall, il Dubai Mall.
Dubai
Dubai, dentro al Dubai Mall
In Italia frequento i centri commerciali il minimo sindacale e solo per necessità o comodità. Non mi piace stare al chiuso quando potrei passeggiare all’aria aperta. Ma i centri commerciali che ho visto in giro per il mondo sono diversi, soprattutto in posti dove il caldo è impietoso e stare all’aria aperta è più una sofferenza che un piacere; in questi posti lo shopping mall è pensato per sembrare il meno possibile un luogo chiuso e soffocante e dare invece l’idea di essere in un posto bello e interessante.  In città come Bangkok e Kuala Lumpur trovo sia affascinante il contrasto tra modernità avveneristica e architettura più tradizionale, per non parlare degli ottimi ristoranti che spesso sono proprio all’interno dei mall. Ci sarebbe da andare avanti per ore, l’apologia del centro commerciale meriterebbe un capitolo a sé.
Dubai, campo di ghiaccio
campo di ghiaccio al Dubai Mall
Ma torniamo a Dubai.  Il Dubai Mall al mattino del nostro arrivo era quasi deserto. Il suo aspetto non era molto diverso dall’aeroporto. Bar vuoti, fontane, schintillii a profuzione, negozi lucidi e ordinati. Sebbene siano forse i più spettacolari centri commerciali che io abbia visto, mi hanno lasciato totalmente indifferente.
E vi spiego subito perché: il problema non è quello che c’è dentro, il problema è quello che c’è fuori. Cioé niente.
Dubai
Dubai Fountain
Incredule che veramente Dubai non offrisse altro che il Dubai Mall, decidiamo di tentare l’impossibile: una passeggiata fuori dal centro commerciale.
Una delle cose che Dubai tende a far dimenticare di sé è dove si trova: nel deserto, nel senso di proprio sopra il deserto. E alle sue spalle sempre deserto e sabbia per chilometri. Il clima è arido desertico con estati incandescenti in cui il caldo è praticamente insopportabile e inverni molto miti. Ma una delle cose che capitano a Dubai è che quando soffia il vento da terra l’aria si riempie di sabbia creando una foschia e uno scenario che fa pensare ad una imminente apocalisse.
Questo è proprio il clima che ci accoglie appena fuori dal Dubai Mall insieme a un lago. Un lago finto, ovvio. Un enorme e azzurro piscinone, più noto come Fontana di Dubai, con tanto di casette finte circostanti che sembrano una commistione tra arte araba e veneziana. E dulcis in fundo: il palazzo più alto del mondo, il famigerato Burj Khalifa. Un cosone lungo lungo, talmente lungo che la foschia dovuta alla sabbia volante quasi ci impediva di vederne la fine. Bello. Ma a cosa serve? Anche lui come i suoi vicini sembra un coso di metallo e cemento senza vita.
Scopro successivamente che il palazzo è occupato da appartamenti privati, uffici, l’Hotel Armani al 37° piano, una piscina e un osservatorio panoramico aperto al pubblico chiamato At the Top ai piani 123 e 124.
Dubai
Burj Khalifa, Dubai
Non ci arrendiamo neanche davanti al lago finto e ci diciamo: proviamo ad arrivare al mare, facciamo due passi.  A piedi? A Dubai? Impossibile.
Le strade sono stradone tipo autostrade dove le macchine vanno velocissime e non ci sono quasi punti di attraversamento pedonali. Spesso le vie sono bloccate dai cantieri e costringono i pedoni – ma quali pedoni??? Nessuno a parte noi – a giri lunghissimi.
Intorno a noi solo spazzini che lucidano i marciapiedi deserti e operai dei cantieri con i loro elmetti gialli, tutti immigranti indiani o bengalesi che lavorano in condizioni di semi schiavitù spesso alloggiati in incandescenti container fuori città in pieno deserto e in condizioni disumane (sulle condizioni di lavoro a Dubai consiglio vivamente di leggere questo articolo dell’Indipendent).
Dubai, pista da sci coperta
Mall of the Emirates, pista da sci coperta
Ci arrendiamo a rientrare nel nostro centro commerciale e prendiamo di nuovo la metro futuristica per andare…in un secondo centro commerciale, il Mall of the Emirates, famoso per avere al suo interno nientepopodimenoche una pista da sci. Con tanto di seggiovia, maestri di sci, casette in stile chalet, e affitto tute da sci.
Non so davvero che dirvi su questo. Da un lato c’è il tema ecologico degli enormi costi energetici che comporta mantenere la neve all’interno di un centro commerciale nel pieno del deserto. Dall’altro c’è l’effetto disorientante di finto-plasticoso per chi la neve ha avuto la fortuna di vederla sulle montagne. In ultimo, c’è da riconoscere che la cosa, proprio per la sua assurdità, può anche avere un suo senso come attrazione da visitare.
Ad un centro punto, un po’ annoiate, ci infiliamo in una libreria e leggiamo a sbaffo la Lonely Planet di Dubai, convinte  a scovare da qualche parte il volto cittadino e più autentico di questa città.
Leggiamo di una zona vicina al mare e decidiamo di provare ad andarci. Ci ritroviamo uniche turiste sopra un autobus preso di corsa e quasi alla cieca dal momento che nemmeno gli autoctoni sapevano darci informazioni…e ovviamente andiamo in giro su questo autobus senza avere la minima idea di dove scendere, aspettando semplicemente di scorgere dai finestrini qualcosa di interessante.
Non ci riusciamo, e scendiamo in una fermata a caso nel mezzo di villette tutte uguali.
Definitivamente sconfortate, decidiamo di riprendere lo stesso autobus al contrario e tornare in aeroporto, ormai era sera, ora di avviarci al check-in
per il nostro volo per Bangkok. Chiediamo ad una signora informazioni sull’autobus e lei ci fa del terrorismo psicologico dicendoci che gli autobus non passano quasi mai e che ci conviene prendere un taxi. Noi consultiamo il timetable e aspettiamo fiduciose. E l’autobus puntualissimo, passa.
Ci viene il dubbio che l’autobus a Dubai sia veramente considerato un mezzo di fortuna pidocchioso visto che tutti ci guardavano incuriositi come fossimo due sprovvedute.
All’imbarco per Bangkok si conclude definitivamente la nostra giornata a Dubai.
Dubai
Dubai

Dubai sì/ Dubai no

  • Sì perché è l’hub della Emirates, una delle compagnie aeree migliori al mondo e vuoi o non vuoi prima o poi ci si trova a passare da lì. Perché privarsi di dare un’occhiata anche qui?
  • Sì perché, nella sua assurdità, è un luogo unico al mondo e sebbene non sia abbastanza per risultare un posto interessante, val la pena farsi un’idea propria
  • Sì perché il mare del Golfo nel nostro inverno è un’occasione per godersi un po’ di sole e un po’ di spiaggia, anche con i bambini
  • No perché non c’è niente di davvero interessante da vedere
  • No perché ci sono milioni di posti al mondo più belli per trascorrere una vacanza al mare
  • No perché il vicino Oman è un luogo decisamente diverso e culturalmente e paesaggisticamente molto più interessante.
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Dubai è la capitale di uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti (UAE).

 

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