Diario di viaggio: le rovine di Hampi, Karnataka, India

Hampi è stato per me un posto piacevolissimo, in tutti i sensi: gente simpatica, qualche incontro interessante, qualche (ho detto qualche) raggio di sole (ma abbastanza per ustionarmi per bene) e una terrazza ventilata dove trascorrere serate vista fiume e scolare caraffe di banana lassi. Quel genere di posto che potrebbe tenerti lì a flutuare per mesi, se si potesse. E con 3.700 monumenti da visitare ci sarebbe anche un bel da fare.
Ho già dedicato due articoli ad Hampi (qui e qui) raccontando due avventure del nostro soggiorno, ma Hampi merita ancora qualcosa, un articolo dedicato, completo, sulla nostra esperienza lì. E allora ecco qui il diario di viaggio dei nostri giorni ad Hampi  e alla fine dell’articolo qualche consiglio e link utile per organizzare la vostra visita.
T_E_Diaries_SouthIndia10
Virupashka Temple, Hampi Bazaar

Hampi Bazar si presenta oggi come un piccolo villaggio sorto sulle rive del fiume Tungabhadra, circondato dalle rovine della Hampi che fu. La “Hampi che fu” si chiamava in realtà Vijayanagara, capitale dell’omonimo impero e venne distrutta dall’invasione dei musulmani. Oggi rimangono vari siti di rovine e templi sparpagliati nel territorio intorno al villaggio ancora abitato. La maggior parte dei viaggiatori, e così anche noi, sceglie di alloggiare in una delle guest house di Hampi Bazaar, il punto migliore da cui partire per visitare tutta la zona circostante.

T_E_Diaries_SouthIndia32
strade di Hampi Bazaar
Hampi ha ancora oggi una posizione strategica. Metti un fiume in India, e intorno si sviluppa la vita: donne che lavano i panni al fiume, vacche sacre che girano indisturbate ovunque, alberi di banano, scimmie a caccia di barattoli di nutella incustoditi (true story!).
Appena arrivati il benvenuto ci viene dato dall’imponente Virupaksha Temple: dal tetto della nostra guesthouse si aveva una bellissima vista sul gopura, la sera illuminato, che ci accompagnava durante le merende e durante le ottime cene – rigorosamente vegetariane – cucinate dal bravissimo cuoco della guesthouse.
T_E_Diaries_SouthIndia30
una turista ustionata e felice consuma il suo lassi alla banana nella terrazza della guesthouse

Nella nostra prima passeggiata per Hampi decidiamo salire sulla Hemakuta Hill, la collina di templi che domina il Virupaksha Temple e tutta l’area circostante. Quello che colpisce subito è la particolarità del territorio, seminato di colline di massi di granito grigio, se fossimo al mare si chiamerebbero scogli (qui se ne può avere un’idea).

T_E_Diaries_SouthIndia17
Hemakuta Hill e sullo sfondo il Virupaksha Temple

Ci aggiriamo per i tempietti sulla collina e poi scendiamo a visitare il Virupaksha Temple. Ogni ingresso in un tempio induista prevede che ci si tolga le scarpe. E’ una cosa che le prime volte lascia un po’ diffidenti: vacche e cani – e in questo caso anche elefanti – sono ammessi e quindi i pavimenti, a volte in terra battuta, a volte in pietra, non sono esattamente puliti. Riconosci i neofiti del tempio induista perché tengono i calzini, o se li mettono addirittura apposta per la visita. Lo abbiamo fatto anche noi le prime volte…a ripensarci mi viene da sorridere.

T_E_Diaries_SouthIndia11

All’ingresso del tempio una splendida elefantina di nome Lakshmi raccoglie le monete da 2 Rp con la proboscide e elargisce poi una tenera benedizione posando la proboscide sulla testa. Non sono sicura se questo sia un modo corretto di sfruttare gli animali, ma Lakshmi era talmente tenera che ha conquistato subito il mio cuore.

Credo non mi stancherò mai di visitare i tempi induisti. Mi piace passeggiare per i cortili, attraversare le sale di pietra, guardare i fedeli che si godono l’ombra o le donne che passeggiano con i loro sari dai mille colori.

T_E_Diaries_SouthIndia16

Il secondo giorno, per visitare il resto delle rovine, decidiamo di affittare delle bici. Pessima idea (ne ho parlato qui nel dettaglio).
Con il senno di poi, abbiamo sbagliato percorso. La parte visitabile più facilmente in bicicletta è tutta quella del sacred center (Krishna Temple, Badavilinga Temple e Lakshmi Narasimha Temple) e del royal center (stepped tank, Queen’s Bath, Hazara Rama Temple, Elephant stables, Zenana Enclosure). Noi invece abbiamo iniziato la visita dalla parte opposta seguendo il percorso del fiume fino al Vittala Temple. Qui la bici non vi serve proprio, anzi è decisamente d’impiccio perché la strada è in realtà un sentiero accidentato e il resto sono gradoni di pietra da fare in salita.
T_E_Diaries_SouthIndia18
Tungabhadra River

Detto ciò, la parte che costeggia il fiume è senza dubbio la più affascinante e si fanno anche interessantissimi incontri.

T_E_Diaries_SouthIndia19
Una famiglia ci chiede di fare una foto ricordo. Io vinco il premio della peggio vestita di Hampi e dintorni.
T_E_Diaries_SouthIndia20
imbarcazione, Tungabhadra River

In più è da questa parte che si arriva al mio tempio preferito: l’Achyutaraya temple.

T_E_Diaries_SouthIndia21
Achyutaraya Temple + gregge
T_E_Diaries_SouthIndia22
Achyutaraya Temple
Circondato dalla vegetazione e da greggi di passaggio e soprattutto al momento della nostra visita deserto, l’Achutaraya Temple ha il fascino che solo i fan di Tomb Rider coglieranno fino in fondo :).
Proseguendo nel percorso si incontra uno dei tempi più famosi di tutto il complesso di rovine: il Vittala Temple. Questo tempio si compone di diversi padiglioni al suo interno con bellissimi pilastri di pietra finemente scolpita. Ma quello che lo rende famoso è sicuramente il carro di pietra:
T_E_Diaries_SouthIndia24
il carro di pietra del Vittala Temple

Il carro rappresenta il veicolo di Vishnu a cui il tempio è dedicato: all’interno vi è un’immagine di Garuda, il dio aquila e pare che un tempo le ruote di pietra fossero in grado di girare.

T_E_Diaries_SouthIndia25
Le bellissime colonne scolpite del Vittala Temple
Come potrete notare dalle foto, il tempo non era dei migliori: cielo grigio e basso, luce lattiginosa. Ma quello che dalle foto non si può percepire è il caldo umido assassino. Al termine della visita al Vittala Temple entrambe le nostre bici avevano le ruote bucate, davanti a noi ancora 8km di circuito da percorrere per rientrare alla base, caldo e pioggerellina fitta.
Questo inconveniente e la lunga sosta per riparare le ruote delle bici non ci ha permesso di visitare ancora molto dei restanti monumenti. Sulla via del rientro siamo comunque riusciti a fermarci per visitare i bellissimi Bagni della Regina.
T_E_Diaries_SouthIndia27
Queen’s Bath, Hampi

Il giorno dopo attraversiamo il fiume in barca e ce ne andiamo sull’altra sponda del Tungabhadra a visitare un’altra serie di templi ancora in uso, tra risaie e banani e palmizi.

T_E_Diaries_SouthIndia45
attraversamento del Tungabhadra

Arrivati sull’altra sponda prendiamo un risciò per farci portare in giro e lungo la strada acquisiamo anche un passeggero decisamente speciale: un vecchio che noi chiamiamo Baba, magrissimo e fulminato e che scopriamo essere un tipo abbastanza noto nella zona, una specie di santone decaduto perché più avezzo ad alcol e marijuana che alla santità. Ad ogni modo la sua compagnia è decisamente piacevole, acconsentiamo a farci guidare per i templi della zona alla scoperta dell’induismo…

La prima tappa è il bellissimo tempio di Hanuman in cima al colle di Anjaneya, di cui ho già parlato nel dettaglio.

T_E_Diaries_SouthIndia40

Per il resto della giornata ce ne andiamo in giro per i templi della zona e in parole povere la finiamo scalzi tra le cacche di vacca a scampanellare e accedere candele sacre a Vishnu, per poi coronare il tutto con la partecipazione al banchetto del tempio con i fedeli!

 

Il banchetto funziona così: dopo offerta, preghiera nel tempio e segni rossi sulla fronte (il tilaka), si viene dotati di foglia di banano, ci si siede buoni buoni per terra sotto un albero in compagnia di altri fedeli e di scimmie affamate, che ti fissano, e poi un uomo con un paiolo di riso, versa il riso sulla foglia e lo condisce con una salsina piccantissima rovente. Si mangia rigorosamente con le mani, anzi, con la mano destra. Eventuali avanzi vengono smaltiti felicemente dalle scimmie; poi la foglia/piatto viene lasciata su una pila vicino ad un rubinetto dove vengono sciacquate e riutilizzate (almeno credo). Come vedete dalla foto a dir poco imbarazzante, PP ha gradito moltissimo spazzolando tutto con grande delusione delle scimmie.

T_E_Diaries_SouthIndia39

Il giorno dopo, il terzo giorno, era arrivato il momento di riprendere il nostro viaggio verso sud e lasciare Hampi. Posso dire senza ombra di dubbio che questa è stata una delle tappe che ho preferito di tutto il nostro viaggio in India del Sud.

Qualche consiglio utile:

    • in questo sito trovate la mappa delle rovine: http://hampi.in/hampi-ruins-map
    • per visitare almeno il meglio di Hampi e farlo con la giusta calma pianificate come minimo 3 giornate intere;
    • ad Hampi Bazaar non mancano ristoranti (tutti vegetariani) e guesthouse, la nostra si chiamava Vicky’s Guesthouse, essenziale ma pulita e soprattutto con un ottimo ristorante sul tetto: qui ho mangiato la migliore cucina indiana di tutto il viaggio;
    • Per/Da Hampi Bazaar: noi arrivavamo da nord in treno; la prima tratta Mumbai-Margao in treno notturno e poi Margao-Hospet in treno. Da Hospet ad Hampi si può prendere un autobus. Per proseguire verso sud la soluzione migliore sarebbe un autobus per Bangalore, noi invece volevamo andare direttamente ad Hassan e quindi abbiamo preso un bus per Shimoga e lì abbiamo cambiato per Hassan. E’ una tratta lunghissima e faticosa. Qui c’è l’articolo con il dettaglio del nostro itinerario in India.

Hampi è un villaggio del nord del Karnataka (India) sulle rive del fiume Tungabhadra raggiungibile facilmente da Hospet, collegata via treno e via bus alle principali città vicine. Le rovine intorno ad Hampi sono molto estese e giustificano una permanenza di almeno 2-3 giorni. Hampi è considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Annunci

2 Comments Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...