Gli imperdibili: Habana Vieja, Cuba

E’ un periodo in cui gli articoli mi rimangono in sospeso nella cartella delle bozze. Non è il modo in cui di solito scrivo i post. Di solito mi metto alla tastiera con un’idea ben precisa e vado avanti fino a che non la porto a termine. Il fatto è che avrei voluto già scrivere della Grecia, perché appena tornata da un viaggio mi piace scriverne subito, a caldo. Ma il problema è che ho avuto finora pochissimo tempo per dedicarmi a sistemare le foto, e senza foto le parole non mi vengono bene: ho già iniziato due articoli sul nostro ultimo viaggio, ma non riesco a portarli avanti se prima non metto mano alle foto.

E quindi oggi, per non stare in silenzio troppo a lungo, mi è venuta voglia di parlare di Cuba, più precisamente dell’Avana, a cui ancora non ho dedicato nemmeno un articolo, e non a caso. In questo articolo vi faccio vedere e vi racconto del nostro primo giorno a Cuba e a L’Avana, può essere utile a chi sta organizzando un viaggio in quest’isola e vuole farsi un’idea su cosa vedere e cosa aspettarsi dalla capitale cubana.

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Habana Vieja, Cuba

L’Avana è stato per noi come per molti altri il benvenuto a Cuba. Sapevo ancor prima di vederla che mi sarebbe piaciuta, ma mai avrei immaginato così tanto. Ne ho già accennato nel diario di viaggio, scritto a caldo subito dopo il nostro rientro: “L’Avana è meravigliosa, è una città che sa essere romantica, interessante, sconvolgente, decrepita e moderna tutto nello stesso momento, anzi, nel raggio di pochi metri.”

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Orlando gioca a Plaza de la Catedral, Habana Vieja

Il primo giorno lo abbiamo dedicato alla zona turistica per eccellenza: Habana Vieja. E’ il quartiere più frequentato, di indiscussa bellezza, è impossibile non andarci. E farete bene ad andarci proprio appena arrivati, per prendere subito le misure e per innamorarvi perdutamente di questa città, delle sue macchine variopinte, delle facciate dei palazzi meravigliosamente decorate ma allo stesso tempo fatiscenti, delle chiese di pietra che ricordano, nonostante tutto, un passato antico, dell’immancabile musica cubana che s’infila per le vie strette e mette di buon umore.

Capitolio Nacional, La Habana, Cuba
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Gran Teatro de la Habana, Cuba

Il nostro tour per Habana Vieja inizia al Capitolio Nacional, simbolo della città. Ad un lato del Capitolio c’è il Gran Teatro de la Habana, edificio di straordinaria bellezza. Sullo stesso viale, Paseo de Martì (detto anche Prado), prima di buttarci nelle strette vie verso il cuore di Habana Vieja, facciamo ancora qualche metro per comprare una bottiglia d’acqua, e facciamo benissimo perché vediamo alcune facciate dipinte di verde davvero belle.

La bellezza dei dettagli, Havana, Cuba
architettura cubana, Havana

Subito accanto al Gran Teatro c’è l’Hotel Inglaterra e un gran traffico di risciò e macchine per i turisti che fanno le vasche avanti e indietro in attesa di trovare passeggeri. C’è anche un gran rumore e soprattutto un gran fumo di gas di scarico, quando ne avrete abbastanza sarà ora di infilarvi per Calle Obispo e dirigervi verso Plaza de la Catedral.

L’Avana, il Prado
dettaglio, L’Avana

Calle Obispo è una via molto frequentata e ricca di luoghi interessanti, c’è chi è riuscito a trovare anche qui un negozio di giocattoli, chi si è perso a curiosare tra i libri usati e gli slogan rivoluzionari della Libreria Victoria e chi invece non ha perso l’occasione di sbirciare all’interno della bellissima Farmacia Taquechel, oggi museo, con i suoi banconi in mogano e i bellissimi vasi di ceramica.

Libreria Victoria, Obispo, Habana Vieja
E niente, anche a Cuba abbiamo trovato un camion dei pompieri :)
Farmacia Taquechel, Habana Vieja, Cuba
Farmacia Taquechel, Habana Vieja, Cuba
Le vie di Habana Vieja, Cuba

A questo punto siamo arrivati a Plaza de la Catedral, un museo del barocco cubano a cielo aperto. E’ il momento di sedersi sotto i portici del Palacio del Marques de Arcos – con cui potrete anche far conoscenza, c’è una statua di bronzo del marchese piuttosto realistica – e ammirare la bella piazza e le alte palme che sventagliano dietro i palazzi circostanti.

Catedral de San Cristobal, Habana Vieja
Plaza de la Catedral, Habana Vieja
Plaza de la Catedral, Habana Vieja
Plaza de la Catedral, Habana Vieja

Nelle vie laterali alla piazza ci sono alcune attrazioni interessanti: il Taller Experimental de Arte Grafica e il Centro de Arte Contemporaneo Wilfredo Lam e, proprio sulla piazza, il Cafe Amarillo e il suo bel portico.

Cafe Amarillo, Habana Vieja, Cuba
Centro de Arte Contemporaneo Wilfredo Lam
La Bodeguita del Medio, Habana Vieja
La Bodeguita del Medio, Habana Vieja
La Bodeguita del Medio, Habana Vieja

E non è finita qui: la leggenda si nasconde dietro l’angolo. Su Empedrado c’è la famigerata Bodeguita del Medio, resa famosa dalle epiche bevute di Ernest Hemingway e piena zeppa di turisti. Giusto per non dire che non ci siete andati, passateci davanti e curiosate all’interno, ma naturalmente bevete altrove: qui c’è un sacco di casino, e il mojito è sicuramente tra i più cari della città.

Pizzeria al taglio Cubana

A questo punto è il momento di dirigersi verso Plaza Vieja attraverso San Ignacio o Mercaderes. Non prima di aver preso una pizza cubana per 1CUC che non è niente male. Su Mercaderes c’è l’imperdibile Museo de los Bomberos (Museo dei Pompieri), che è piaciuto soprattutto al piccolo viaggiatore, e il Museo Armeria 9 de Abril, un vecchio negozio di armi preso d’assalto dai rivoluzionati nel 1958 e oggi trasformato in museo: la visita di questi due musei richiede solo qualche minuto.

per le vie di Habana Vieja
Finestra cubana con immancabile pappagallo in gabbia, Havana Vieja
per le vie di Habana Vieja, Cuba
Habana Vieja, Cuba
Museo de los Bomberos, Habana Vieja
Museo Armeria 9 de Abril, Habana Vieja

 

Arrivati a Plaza Vieja, il pupo è crollato e noi ci siamo fermati per una sosta al bellissimo Café Bohemia, davvero consigliato.

Cafe Bohemia, Plaza Vieja, Habana
Plaza Vieja, Habana
Plaza Vieja, Habana
Le bellissime vetrate di Plaza Vieja, Habana

Alzate il naso all’insù prima di lasciare l’imponente Plaza Vieja perché qui ci sono alcune tra le più belle vetrate cubane. Alzando il naso, per così dire, noi ci siamo anche accorti che stava per arrivare un temporale. Con il classico ottimismo dei viaggiatori, abbiamo pensato, massì, farà du’ gocce… E invece ci siamo ritrovati bagnati e infreddoliti a cercare riparo. Da qui in poi è stata tutta una corsa alla ricerca di un riparo per raggiungere poi il Museo de la Revoluciòn.

Habana Vieja

Non riesco a ricostruire la nostra corsa sotto la pioggia, ma di sicuro siamo passati davanti al bellissimo Edificio Bacardi: costruito e terminato per la compagnia di rum Bacardi nel 1930, è il primo edificio art decò di Cuba. Dopo la Rivoluzione Cubana la compagnia Bacardi ha lasciato il paese e oggi l’edificio è occupato da uffici. Per 1CUC è possibile salire all’ultimo piano per avere una bella vista sulla città. Noi purtroppo non siamo potuti salire a causa della pioggia.

Edificio Bacardi, Habana
Edificio Bacardi, Habana

Finalmente raggiungiamo il Museo de la Revoluciòn. Se non fosse stato per la pioggia che ci ha costretto a cercare un riparo, credo che non avremmo fatto in tempo a visitare questo museo e sarebbe stato un peccato. Il palazzo che ospita il museo è in stile neo-classico ed è stato terminato nel 1920 per essere il Palazzo Presidenziale. L’edificio è stato interamente decorato dalla famosissima Tiffany &Co di New York, le scale e i pavimenti sono rivestiti da marmo di Carrara e la cupola esternamente è rivestita di ceramica smaltata.

Orlando ascolta la musica cubana fuori dal Museo de la Revoluciòn, Habana
Museo de la Revoluciòn, Habana

L’interno oggi è sicuramente più lugubre e spartano di quanto non lo fosse prima della Rivoluzione cubana. Dopo esser stato per un certo periodo il quartier generale del governo rivoluzionario, l’edificio è diventato poi museo permanente. Prima e al momento della Rivoluzione era la residenza di Batista e sono ancora oggi ben visibili i fori dei proiettili dei rivoluzionari che lo avrebbero poi conquistato. Il museo, devo dirlo, è quanto di meno kids-friendly esista nell’ambito museale: teche piene di articoli e slogan, plastici dietro vetrine, giubbe insanguinate e manichini rivoluzionari abbastanza inquietanti. Se siete senza bimbi o viaggiate con bimbi più grandi vale sicuramente la pena fare un tour guidato, è possibile farlo sia in inglese che in francese e le guide sono molto preparate. Noi ci siamo limitati ad un giro abbastanza sommario, prestando più attenzione all’architettura e ai dettagli del palazzo che al contenuto delle teche.

Museo de la Revoluciòn, Habana
Museo de la Revoluciòn, Habana
Museo de la Revoluciòn, Habana
Museo de la Revoluciòn, Habana
Museo de la Revoluciòn, Habana
Museo de la Revoluciòn, Habana
Museo de la Revoluciòn, Habana

Fuori dall’edificio principale del museo c’è il Memorial Granma, in pratica una enorme teca di vetro che custodisce lo yacht Granma con cui Fidel Castro e 81 rivoluzionari – tra i quali Ernesto Guevara – partirono dal Messico e arrivarono a Cuba per dare inizio alla Revoluciòn. Oltre al Granma ci sono anche alcuni aerei e altri veicoli da guerra che hanno partecipato anche loro alla rivoluzione (come ho già scritto, l’allegria non alberga nei musei rivoluzionari).

il Salone degli Specchi, Museo de la Revoluciòn, Havana

Prima di lasciare il museo, val la pena spendere ancora due parole per una delle sale più famose di questo edificio: il Salone degli Specchi, costruito ad imitazione dell’omonimo della Reggia di Versailles. Purtroppo il salone era in restauro al momento della nostra visita, con i lampadari coperti alla bell’e meglio da plastica nera che svolazzava nella polvere. A rischio di suonare vagamente retorica, posso dire che in qualche modo l’aspetto della Sala non stonava con il resto della città: una bellezza decadente coperta da uno strato di polvere e abbandono.

il Salone degli Specchi, Museo de la Revoluciòn, Havana
il Salone degli Specchi, Museo de la Revoluciòn, Havana

Lasciamo il museo che purtroppo non ha ancora smesso di piovere. Ci fermiamo a mangiare qualcosa sulla via del ritorno per poi essere letteralmente travolti da un temporale caraibico in piena regola, che ci costringe a saltare di corsa su un taxi e a filare infreddoliti verso casa. Sentire freddo a Cuba, chi lo avrebbe mai detto!

L’Avana sotto la pioggia
L’Avana sotto la pioggia, Cuba

Questo è stato il nostro itinerario per alcuni dei luoghi imperdibili della capitale cubana. Ma tra noi e l’Avana non è finita qui! Ci sarà un altro articolo dedicato ad un tour della città più insolito. Stay tuned…

Altri articoli sul viaggio a Cuba, qui.

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