On tour: un giro tra Centro Habana e Vedado, Cuba

Arrivare alla guida di una macchina in una città come L’Avana e riuscire a destreggiarsi con una cartina abbastanza rudimentale e senza GPS è già fonte di grande soddisfazione, sia per chi guida che per chi fa da navigatore. Ci si affida al famoso sesto senso, a quell’intuito che spesso ti fa sbagliare, ma che in altri casi ti fa infilare una svolta giusta appresso all’altra e, senza quasi accorgerti, ti ritrovi esattamente dove volevi andare. Illeso. Mica male no?

Ed è a Plaza de la Revolucion che inizia il nostro ultimo giorno cubano, con una giornata in cui per un incastro miracoloso, compreso il non perdersi con la macchina, riusciamo a vedere tutto quello che avevo immaginato e anche a pranzare in uno dei ristoranti più belli del mondo.

Iniziamo fermandoci nella piazza iconica della rivoluzione castrista dove troneggia la celebre immagine del Che scattata dal fotografo Alberto Korda e scolpita da Enrique Ávila. La piazza è una delle più grandi al mondo ed è stata la sede di tutte le più importanti manifestazioni e discorsi del Lider Maximo. Il ritratto di Che Guevara è esposto sulla facciata del Ministerio del Interior dove il Comandante Che Guevara aveva l’ufficio durante gli anni in cui fece parte del governo cubano. Ma c’è anche un altro murales sulla piazza, quello di Camilo Cienfuegos, altro eroe rivoluzionario. Al centro della piazza c’è anche il Monumento a José Martí, una specie di pinnacolo sul quale pagando il biglietto si può salire per avere una veduta sulla città. Un’altra cosa che salta all’occhio sono le onnipresenti macchine variopinte tirate a lucido che portano in giro i turisti.

Pierpaolo e Orlando in Plaza de la Revolucion, Havana
El Che, Plaza de la Revolucion, Havana
Monumento a Josè Martì, Plaza de la Revolucion, Havana
Plaza de la Revolucion, Havana
Plaza de la Revolucion, Havana
Plaza de la Revolucion, Havana
Plaza de la Revolucion, Havana

Seconda tappa: riconsegnare la nostra fedele macchina al noleggio, nella sede della CubaCar dell’Hotel Nacional. Avevamo già avuto modo di visitare l’interno dell’hotel nella lunga attesa prima di avere la macchina. Una volta sbrigate le pratiche di riconsegna – molto rapide –  possiamo quindi partire in esplorazione, questa volta a piedi. Ci dirigiamo subito verso la famosissima gelateria Coppelia (che ha una “sede” anche a Cienfuegos) dove decidiamo di fermarci a prendere il gelato (scegliamo di non fare la fila e di accedere al lato riservato ai turisti per non perdere troppo tempo).

La lunga fila da Coppelia, Havana
Coppelia, Havana
Coppelia, Havana

Il gelato, per quanto buono, forse non è tra i migliori al mondo, ma alcuni gusti sono decisamente originali quello alla guayava ad esempio. La gelateria occupa un edificio piuttosto grande al centro di una piazza tra la Avenida 23 e la Calle 21.

Cinema Yara, Havana

Proseguiamo sulla Avenida 23 fino all’incrocio con la Calle L, impossibile non notare la bellissima facciata del Cinema Yara. Da qui ci buttiamo verso Centro Habana su San Lazaro per poi proseguire lungo Concordia. Per chi ha letto Trilogia sporca dell’Avana di Pedro Juan Gutiérrez questi sono nomi noti, seguono i passi del personaggio del romanzo, ripercorrono le sue sporche e rocambolesche avventure di sopravvivenza in una Centro Habana affamata e scalcinata.

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San Lazaro, Havana
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San Lazaro, Havana

Anche se meno appariscenti dei palazzi del Vedado, anche qui si susseguono case finemente decorate che ricordano un passato illustre, in cui il denaro scorreva a fiumi nelle vie dell’Avana, tra gioco d’azzardo, mafia e prostitute. Oggi i palazzi sono decadenti, vien quasi paura che un cornicione ti possa crollare addosso da un momento all’altro, qualcuno si avvicina per chiederci se vogliamo sigari, ma mai in modo insistente. Le casas particulares si susseguono una appresso all’altra, mentre per le strade e i portoni c’è il continuo via vai degli abitanti.

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Concordia, Centro Habana
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Tra San Lazaro e Concordia, Centro Habana

Proseguiamo su Concordia fino a trovarci davanti al bellissimo palazzo del Paladar La Guarida. Non avevamo una prenotazione, ma proviamo comunque a salire e a chiedere se c’è un tavolo per noi. Intanto ne approfittiamo per fotografare il bellissimo salone al primo piano nel quale ogni giorno vengono stese ad asciugare tovaglie e tovaglioli.

Paladar La Guarida, Centro Habana

Il tavolo per noi non c’è subito e ci dicono di tornare dopo un’ora. Stregati da questo posto incredibile accettiamo e dato che Orlando dorme nel passeggino, ne approfittiamo per proseguire fino al Malecón che nel nostro primo giorno a L’Avana non avevamo visitato a causa del temporale che ci aveva costretto a modificare all’improvviso i nostri piani.

Il Malecón, Havana
Malecón, Havana
Il Castillo del Morro visto dal Malecón, Havana
Escobar, Centro Habana
Malecón, Havana
Centro Habana

El Malecón ha una sua personalità e un suo ruolo centrale nella vita degli abitanti dell’Avana. Da qui arriva l’aria carica di salsedine, il profumo del mar dei Caraibi, è anche un’arteria stradale a sei corsie importantissima che collega Habana Vieja e il Vedado, qui la gente viene a passeggiare la sera in cerca di refrigerio nelle giornate più calde, da qui si ha una vista su buona parte della città e sul Castillo del Morro (dichiarato Patrimonio dell’Umanità) con il Faro del Morro, simbolo della città, che la sera getta la luce su tutta la baia.

Dopo l’ottimo pranzo a La Guarida procediamo su Concordia fino all’incrocio con Galiano e vediamo da fuori il Teatro Américauno dei palazzi più interessanti della città costruito negli anni ’40.

Teatro América, Centro Habana
Centro Habana
Centro Habana
Centro Habana
Centro Habana
Centro Habana

Proseguiamo il nostro giro per Centro Habana, con le strade che nel tardo pomeriggio si sono riempite di persone. Rispetto al quartiere di Habana Vieja, qui si ha la sensazione di osservare la vita quotidiana dei cubani e allo stesso tempo di attraversare alcune delle strade più importanti e significative della città.

Il bellissimo Palacio Bacardi

Visto che abbiamo ancora tempo, diamo un ultimo sguardo al bellissimo Palacio Bacardi, questa volta con il sole, proseguiamo su Empedrado, e torniamo a vedere ancora una volta Plaza de la Catedral, che Orlando ha ormai eletto a suo playground preferito.

Orlando in Plaza de la Catedral, Habana Vieja
Plaza de la Catedral, Habana Vieja
Plaza de la Catedral, Habana Vieja

Siamo di nuovo ad Habana Vieja e ci manca ancora da vedere la bellissima Plaza de Armas con il mercato dei libri usati. Arriviamo all’ora del tramonto, in tempo per vedere il mercato prima che sia smantellato come ogni sera. Riesco anche a comprare un libro fotografico di Alberto Korda, con la sua foto più famosa sulla copertina.

Plaza de Armas, Habana Vieja
Plaza de Armas, Habana Vieja
Plaza de Armas, Habana Vieja

Da qui sbuchiamo di nuovo sul Malecón, non ci resta che un’ultima cosa da fare: fermare una macchina rossa degli anni ’20 e tornare verso il nostro hotel.

Un’ultima corsa su una macchina degli anni ’20, Havana

Spero che questo articolo sia utile a chi sta pensando di visitare Cuba e vuole farsi un’idea dell’Avana al di fuori dal quartiere turistico per eccellenza di Habana Vieja. Per me questo è il resoconto di una giornata perfetta alla scoperta di una delle città più belle e affascinanti del mondo.

Altri articoli su Cuba e sull’Avana, qui.

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